Il vaccino preventivo per il virus Ebola a cui sta lavorando GlaxoSmithKline deve ancora entrare nella fase I degli studi clinici e, di conseguenza, non ci possono essere sviluppi importanti a breve termine. La fase I dello studio potrebbe comunque terminare entro la fine del 2014. E’ la precisazione che arriva dalla multinazionale farmaceutica britannica, dopo la notizia data nei giorni scorsi ad una radio francese da un rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità secondo cui Gsk lavorava su un vaccino preventivo per il virus Ebola. Le sperimentazioni di fase 1 – si legge in una nota dell’azienda – inizieranno dopo i via libera etici e normativi, che saranno considerati con procedura d’urgenza. Se le autorizzazioni verranno rilasciate, i gruppi di ricerca del Regno Unito potrebbero iniziare a vaccinare i volontari sani da metà settembre. L’iniziativa, che vede la collaborazione tra National Institutes of Health (Nih) americani e GlaxoSmithKline, è finanziata da un consorzio internazionale in risposta all’epidemia di Ebola. Il vaccino candidato è mirato contro il ceppo di Ebola Zaire, che è quello che circola in Africa occidentale, e utilizza una singola proteina del virus per generare una risposta immunitaria. Una ricerca pre-clinica condotta dai Nih e Okairos, una società di biotecnologie acquistata l’anno scorso da Gsk, ha indicato che il vaccino fornisce una protezione promettente nei primati non umani esposti a Ebola, senza significativi effetti collaterali. Il prossimo passaggio sono quindi i test di sicurezza su piccoli gruppi di volontari sani, per verificare che il vaccino non provochi effetti collaterali imprevisti, e che generi una buona risposta immunitaria contro il virus Ebola negli esseri umani. Lo studio coinvolgerà 60 volontari sani. La fase 1 potrebbe terminare entro la fine del 2014. Se i primi volontari vaccinati mostreranno una buona risposta, senza reazioni avverse, la prova sarà estesa, dopo l’approvazione da parte delle autorità competenti, ai volontari presso l’Unità MRC in Gambia. Un secondo braccio dello studio nell’Africa occidentale, condotto dal professor Myron M. Levine del Center for Vaccine Development presso l’Università del Maryland School of Medicine, e dal professor Samba Sow del Center for Vaccine Development in Mali (in un’iniziativa congiunta tra l’Università del Maryland School of Medicine e del ministero della Salute del Mali), inizierà poi a Bamako, Mali. Secondo Moncef Slaoui, presidente di Global R&S e vaccini di Gsk, questa iniziativa “dimostra come partner pubblici e privati possono collaborare per rispondere a questa emergenza di salute pubblica. Lo sviluppo di un nuovo vaccino è complesso. Ma siamo incoraggiati dai progressi e faremo del nostro meglio, insieme con l’Oms e i nostri partner, per accelerare lo sviluppo e di esplorare i modi in cui il vaccino potrebbe contribuire al controllo di questa o di future epidemie di Ebola”.
Ebola: al lavoro sul vaccino, ma la strada è ancora lunga


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