Eleonora Frattolin, la consigliera regionale grillina preoccupata dalle scie chimiche

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frattolinI recenti, drammatici, episodi alluvionali hanno riportato a galla, ahi-noi, l’annosa questione del dissesto idrogeologico, una delle piaghe incurabili del nostro Bel Paese.

A tal proposito stride con la realtà, in un ottica interpretativa assolutamente soggettiva, la visita del consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, Eleonora Frattolin, al presidio “Stop alle Scie Chimiche” di Pordenone.

Eleonora FrattolinQuando nascono comitatiafferma l’esponente del Movimento 5 Stellesignifica che la gente è preoccupata: è compito della Regione dare risposte”. Asserzione assolutamente condivisibile da un punto di vista morale, meno da quello dell’adeguatezza, soprattutto in una regione ove il 68% dei comuni è a rischio idrogeologico, cioè a rischio di frane, alluvioni e disastri naturali (dati a cura di Legambiente e dal Dipartimento di Protezione Civile). Prevenzione e governo del territorio sarebbero azioni indispensabili per prevenire tragedie come quella di Refrontolo, l’ultima in ordine cronologico.

frattolin2Signora Frattolin, nonostante la Sua giusta attenzione verso dei cittadini “preoccupati” che “non hanno ancora ottenuto delle risposte serie e che manifestano un malessere“, nonostante ritenga (riteniamo) corretto dare risposte e rassicurazioni in merito, le cosiddette “scie chimiche” possono tranquillamente attendere. Perché non esistono. Non possono attendere, invece, tutti quei fattori che rappresentano elementi di criticità e che esistono davvero: la densità della popolazione, la progressiva urbanizzazione, l’abbandono dei terreni montani, l’abusivismo edilizio, il continuo disboscamento, l’uso di tecniche agricole poco rispettose dell’ambiente e la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua hanno sicuramente aggravato il dissesto e messo ulteriormente in evidenza la fragilità del territorio italiano, aumentando l’esposizione ai fenomeni e quindi il rischio stesso.

Nessuno vuole etichettarLa come complottista al fine di svilire il Suo lavoro, ma ciò che probabilmente non si riesce a far comprendere alla classe politica è che, purtroppo, ad essere in gioco non è solo la salute del nostro territorio ma la vita dei cittadini a causa di problematiche ben più serie delle “scie chimiche“.