“Il territorio italiano e’ morfologicamente fragile, particolarmente esposto al rischio idrogeologico: viviamo in un paese che io definisco malato da questo punto di vista, perche’ e’ quello a piu’ alto rischio in Europa”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, sottolineando che “non puo’ essere solo il Governo a intervenire. E’ invece necessario un cambiamento culturale collettivo che passi dagli enti locali che, nonostante i vincoli del patto di stabilita’, devono fare delle scelte e spendere piu’ risorse per il dissesto, perche’ agire sulla prevenzione e non in emergenza ci costa otto volte meno”. Rispondendo a un interrogazione sull’alluvione nel Veneto, durante il question time di oggi alla Camera, Galletti ha spiegato che “il 5,7% di territorio nazionale e’ considerato a livelli di rischio elevato e molto elevato, mentre il 9,8% della superficie nazionale presenta criticita’, con 6.633 comuni interessati, oltre l’80% del totale”. Per prevenire nuovi disastri, “l’unita’ di missione creata a palazzo Chigi e’ a lavoro assieme al mio ministero e agli altri competenti per evitare che si ripetano gli errori del passato, coordinando gli interventi per spendere piu’ efficacemente le risorse”, ha continuato il ministro, citando infine “l’eliminazione delle strutture commissariali istituite secondo logiche emergenziali ormai non piu’ efficienti come modello, con il subentro dei Presidenti di Regione nelle loro funzioni e titolarita’ delle relative contabilita’ speciali”.
Emergenza maltempo, il ministro Galletti: “l’Italia è il Paese più a rischio d’Europa, cambiare cultura”


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