L’Herpes Zoster, comunemente conosciuto come “Fuoco di Sant’Antonio”, è un’infezione che interessa i nervi e la pelle, causata dallo stesso virus che provoca la varicella: il virus dell’Herpes Zoster, tra i più aggressivi della sottofamiglia degli Alphaherpesvirinae. La sua caratteristica è quella di rimanere annidato nell’organismo, dormiente nei gangli delle radici dorsali del midollo dopo la guarigione dalla varicella, per risvegliarsi quando la risposta immunitaria è più vulnerabile, mettendosi a viaggiare lungo le fibre nervose.
CAUSE: Nella popolazione anziana, tra i 70 e gli 80 anni, o in soggetti immuno-depressi, il cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio può riattivarsi per diversi motivi (es. malattie, trapianti, stress). In alcuni casi, quando il virus colpisce persone giovani, potrebbe essere il campanello d’allarme di patologie importanti come linfomi o altri tumori. Il nome “Herpes Zoster” deriva dal greco “herpo” (strisciare) e “zoster” (cintura), per indicare gli effetti di questa patologia che si insinua nel corpo come un serpente di fuoco e che a volte presenta strascichi lunghi e invalidanti.

CURA: Riguardo la cura del Fuoco di Sant’Antonio, essa si basa su: farmaci antivirali (come aciclovir, famciclovir, valaciclovir, citarabina, brivudina), assunti per via orale o endovenosa (nei soggetti immunodepressi), che sono somministrati per ridurre esantema e dolore, la durata della malattia e le eventuali complicazioni.; farmaci antidepressivi, come l’amitriptilina, prescritti a fini antalgici, che influiscono sui neurotrasmettitori (come la serotonina e la norepinefrina) che inviano i messaggi fra le cellule cerebrali e che nel caso dell’Herpes Zoster giocano un ruolo nel modo in cui il corpo interpreta le sensazioni dolorose.
PREVENZIONE: La prevenzione per il fuoco di Sant’Antonio prevede di somministrare ai bambini il vaccino per la varicella in modo tale da non consentire al virus di insediarsi stabilmente nel sistema nervoso. La forma migliore di prevenzione, altrimenti, è la diagnosi precoce. Essenziale è adottare un’alimentazione che rifornisca l’organismo di una serie di sostanze nutritive in grado di eliminare parte degli effetti negativi dello stress e di sostenere le difese immunitarie, come la frutta e la verdura fresche, ricche di vitamine, sali minerali e antiossidanti (es. arance, kiwi, cavoli). Tra i rimedi naturali: l’infuso o la tintura madre di iperico con un’efficace azione antivirale; l’echinacea, da bere come decotto o tisana, che rafforza le difese dell’organismo grazie al prezioso apporto di vitamina C a cui si associano l’acido caffeico, i flavonoidi e gli oli essenziali che completano le sue virtù antivirali ed immunostimolanti. Anche il succo di riber nero puro è un toccasana contro il Fuoco di Sant’Antonio in quanto possiede una naturale proprietà antibiotica ed antistaminica per cui contrasta l’infiammazione e favorisce la guarigione, scongiurando eventuali ricadute.
