Gli spettacolari “Waterspouts” di Arenzano, ecco come si originano questi impressionanti tornado di mare

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arenzano4Mentre le regioni meridionali e le isole maggiori sono state inglobate dalle propaggini più settentrionali dell’anticiclone sub-tropicale nord-africano, che trasla lentamente verso levante, le regioni del nord, in particolare il nord-ovest, sono rimaste in balia dell’umido, instabile e fresco flusso oceanico che è stato pilotato da un ampia circolazione depressionaria collocata fra il nord-est della Francia e il nord del Belgio. Queste infiltrazioni di aria umida e fresca in quota, provenienti dai quadranti occidentali, scorrendo sopra lo strato di aria più calda e umida preesistente nei bassi strati, hanno inasprito il “gradiente termico verticale”, agevolando lo sviluppo di intensi moti convettivi che hanno alimentato grandi cumulogenesi. Molte di queste cumulogenesi, cresciute nel giro di pochissime ore, sono poi sfociate in diverse “Cellule temporalesche” e nuclei convettivi che nella giornata di oggi hanno investito gran parte delle regioni settentrionali, inclusa la Liguria. Ed in particolare le coste del ponente di Genova, dove si sono sviluppati diversi temporali che sono risaliti fino alle coste del genovesato. Nel corso della mattinata odierna dalla base, piuttosto bassa, dell’esteso Cumulonembo temporalesco che sovrastava il tratto di mare antistante Arenzano si sono formati diversi “Waterspouts”, molto ben pronunciato, che da molti bagnanti sul posto è stato scambiato per un vero e proprio tornado, come quelli che si formano spesso lungo le grandi pianure centragli degli Stati Uniti. Se ne sono contanti almeno cinque.

tornadoEd un paio di questi, dopo essersi sviluppati in mare, seguendo il percorso della “Cellula temporalesca madre” che li ha prodotti, sono andati ad impattare sulla terra ferma, nella cittadina di Arenzano, arrecando diversi danni, con alberi sradicati e tetti di abitazioni private squarciati dalla furia del vortice. Dando uno guardo alle tante foto e ai video girati sul posto, poco prima del “landfall” dei vortici, le grosse trombe marine sembrerebbero essere identificate in “Waterspout” di grosse dimensioni o in piccoli tornado non mesociclonici, particolarmente potenti e ben alimentate, soprattutto nei minuti iniziali, durante il passaggio sul mare del sistema convettivo. Rispetto ai veri tornado nord-americani sono poco duraturi, spesso di scarsa intensità e si spostano lentamente, per esaurirsi nel giro di 15-20 minuti seguendo il corso del temporale. Nonostante ciò questi vortici sono in grado di provocare danni significativi o persino uccidere persone, per cui anche in assenza di “Wall Cloud” non è escluso che si possano formare questi vortici cosi grossi, ma pur sempre di dimensione ridotta rispetto ai comuni “tornadoes” statunitensi. Bisogna anche tenere presente che a differenza dei tornado normali questi non hanno alcun tipo di riscontro visivo (“Wall cloud“) e al radar (presenza del Mesociclone, con il classico uncino). Di solito i “Waterspout”, come quello visto oggi ad Arenzano, si originano durante la fase di sviluppo e maturità delle singole Celle e delle Celle più giovani inserite in un più ampio sistema temporalesco Multicellulare, quando le corrente ascendenti prevalgono sui moti discendenti. In Italia, come su buona parte del continente europeo, i fenomeni vorticosi sono tutt’altro che rari. Sul nostro paese, visto la particolare disposizione orografica, l’intero territorio nazionale quasi ogni anno è soggetto al passaggio di fenomeni vorticosi di debole e media intensità, F-0 F-1 F-2 sulla scala Fujita.

genova01Ben più rari sono gli eventi sopra i F-3 Fujita che per nostra fortuna si ripetono dopo svariati anni. L’area di massima formazione, tra la tarda primavera, l’estate e l’inizio dell’autunno, è proprio la pianura Padana, la costa fra Veneto e Friuli, dove gli avvistamenti dei fenomeni vorticosi sono molto frequenti. Le situazioni sinottiche ideali alla formazione dei fenomeni vorticosi sulla pianura Padana si ottengono solitamente in presenza di richiami d’aria calda e molto umida da SO e S-SO, mentre da Ovest o da NO, avanza un fronte freddo o un nucleo di aria più fredda in quota che scorre sopra l’aria calda e molto umida preesistente nei bassi strati, scalzandola verso l’alto e originando le forti turbolenze che favoriscono l’esplosione dei Cumulonembi.

Durante l’autunno e l’inverno invece sono comuni i cosiddetti “Waterspout” che molto spesso si osservano durante il passaggio delle intense “Squall line pre-frontali” fra l’area del golfo di Genova, le coste tirreniche e adriatiche, il golfo di Taranto e lo Stretto di Messina. In sostanza qualunque moto ascendente che sia rapido e che abbia diverse velocità ai vari livelli troposferici è potenzialmente carico di moti vorticosi, che possono poi rappresentare un buon potenziale per produrre delle possibili trombe d’aria. La stragrande maggioranza dei fenomeni vorticosi che si vedono in Italia sono originati da “Shelf Cloud” molto attive e ben formate. In questi casi il moto rotatorio che forma la tromba d’aria viene innescato dal “Downdraft” associato alla precipitazione. In genere se il “Downdraft” annesso non ha intensità omogenea lungo tutta la “Shelf Cloud” essa può subire una inclinazione o addirittura una frattura per la diversa spinta da esso generato. L’inclinazione della “Shelf Cloud” può essere cosi spinta che una parte di essa può arrivare a toccare il suolo formando una tromba d’aria. L’evoluzione del fenomeno è così rapida che sovente si osserva la tromba d’aria già formata e sviluppata.

In altre occasioni, ben più rare, le trombe d’aria o i “Waterspout” che si generano in seguito a forti turbolenze proprie della “Shelf Cloud” che riescono a sfondare e a raggiungere il suolo. Il moto rotatorio necessario per la formazione della tromba d’aria viene quasi generato dalla linea di demarcazione esistente tra la corrente ascensionale e quella discendente che non sempre origina “Shelf Cloud”. La linea di demarcazione insiste fino a quando la Cella convettiva è attiva da avere contemporaneamente forti moti ascensionali e discendenti.