L’arrivo di “El Niño”: primi segnali dell’atmosfera sul Pacifico orientale

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el-nino2012Il progressivo riscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale orientale, solo in questi giorni, sta cominciando a produrre i suoi primi effetti sulla circolazione atmosferica. Certo, ancora siamo lontani da un pattern degno di “Nino”, ma gradualmente, giorno dopo giorno, si cominciano a presentare le condizioni tipiche ad esso. In quest’ultimo mese il graduale spostamento verso est della “MJO”, verso il Pacifico orientale, dovrebbe determinare un notevole rinforzo di “El Niño”, che dovrebbe intensificarsi entro il prossimo autunno 2014 (fra Ottobre e Novembre), quando le acque superficiali del Pacifico orientale faranno registrare anomalie di +1.5°C +2.0°C rispetto alla media (localmente anche molto più), con un conseguente incremento delle precipitazioni fra le coste occidentali degli USA, Canada, Messico e stati dell’America centrale.

2elninoMa un aumento dell’attività convettiva è atteso pure sulle aride coste dell’Ecuador meridionale, del Perù e Cile (si pensi al deserto di Atacama, l’area più arida del pianeta), dove potrebbero sopraggiungere benefiche precipitazioni, dopo anni di forte siccità. Se il fenomeno entrerà nella fase “strong” (al momento meno probabile), nel corso della prossima stagione autunnale, dobbiamo senza dubbio prepararci ad un significativo aumento delle temperature medie globali per il 2015. Nel frattempo, dopo la temporanea intensificazione delle scorse settimane, gli Alisei di SE che spirano a largo della costa peruviana tenderanno già a indebolirsi verso fine mese, favorendo un ulteriore indebolimento della “corrente di Humbold”, con la conseguente tendenza a riscaldamento del tratto di acque oceaniche antistanti le coste peruviane, ed in modo particolare quelle più settentrionali, vicino il confine con l’Ecuador, per l’attenuazione del moto ondoso in tutto il Pacifico sud-orientale e il venir meno del fenomeno dell’”Upwelling”.

el-nino-and-la-lina1Questo importante riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico orientale equatoriale, in questi giorni sta già cominciano ad avere importanti conseguenze, tradotte in un graduale rafforzamento dell’attività convettiva davanti le coste della Colombia e della costa ecuadoregna, dove, grazie al contributo delle “Calme equatoriali”, si sviluppano imponenti “Clusters temporaleschi”, capaci di scaricare forti precipitazioni, a prevalente sfogo temporalesco. Un sensibile incremento della piovosità si dovrebbe registrare lungo le coste pacifiche colombiane e quelle ecuadoregne, dove nelle prossime settimane potrebbero manifestarsi fenomeni precipitativi di una certa intensità. La formazione di “El Niño” rischierà di avere pesantissime ripercussioni climatiche già dal prossimo autunno, contribuendo a determinare un conseguente aumento delle temperature medie a livello globale entro il 2015, con gravi siccità in Australia, Africa ed Europa meridionale, e rischio di tempeste e inondazioni lungo le coste occidentali del continente americano.

gl_anom_mmNella prima fase del fenomeno, specie se in presenza di un “Nino strong”, il caldo dilagherà soprattutto nelle aree tropicali continentali, con l’innesco di ondate di calore molto forti che potrebbero mettere a rischio la stabilità di molti record di caldo assoluti. Ma da qui all’autunno di acqua sotto i ponti ne continuerà a scorrere. I mesi di Agosto e Settembre saranno decisivi per stabilire la reale influenza del nuovo “El Niño” 2014 . E l’indebolimento degli Alisei di SE, a fine mese, potrebbe avere un ruolo di primo piano per la piena affermazione del fenomeno atmosferico.