Non appena la luce solare lascerà il posto all’oscurità, gli osservatori, anche quelli più occasionali, dovrebbero essere in grado di vedere tre corpi cosmici raccolti nell’ultimo giorno dell’estate meteorologica. La Luna mostrerà una fase crescente, accompagnata nel “suo” movimento verso l’orizzonte da due “stelle” abbastanza luminose. Una, di colore bianco-giallastro a destra del satellite e l’altra di colore giallo-arancio alla sua sinistra. In realtà, il primo punto luminoso sarà il pianeta Saturno, mentre quello dal lato opposto sarà il pianeta Marte, reduce dall’opposizione che l’ha portato alla minima distanza dalla Terra di 92 milioni di chilometri. Dopo aver rivaleggiato con la luminosità della stella Sirio, Marte è brillante soltanto 1/7 di quano non abbia fatto ad Aprile, trovandosi ad una distanza di 127 milioni di chilometri.
Tuttavia, la sua magnitudine è compresa tra le prime 10 stelle più luminose del firmamento. E mentre la Terra continua ad allontanarsi, il pianeta rosso svanisce sotto il nostro orizzonte. Il signore degli anelli, così come viene chiamato Saturno, può fornire una visione mozzafiato se osservato attraverso l’ausilio di un telescopio. Gli anelli appariranno inclinati di 21.5° verso la Terra. Con un ingrandimento di almeno 30X si potranno disinguere dal globo gassoso; ma sarà con telescopi di almeno 20-25 cm di apertura che il gigante regalerà una visione indimenticabile, rendendo visibili i tenui dettagli della sua turbolenta atmosfera. E la Luna? Il nostro satellite naturale rappresenta uno spettacolo degno di nota anche se osservata ad occhio nudo. Attraverso un piccolo telescopio sarà possibile scorgere le ombre all’interno dei crateri da impatto e i rilievi nei pressi del terminatore.


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