Ormai ci siamo. Dopo 21 anni esatti dal passaggio dell’uragano “Fernanda”, le Hawaii tornano ad essere interessate dal transito di un nuovo ciclone tropicale. Un evento alquanto raro per il meraviglioso arcipelago del Pacifico, che raramente viene preso in pieno dai cicloni tropicali che si sviluppano sul Pacifico centro-orientale. Osservando le ultime moviole dei satelliti si nota chiaramente come le bande spiraliformi più esterne dell’uragano “Iselle” bordano già l’isola di Hawaii, apportando le prime deboli piogge. Come avevamo previsto, nonostante il lento indebolimento, “Iselle” nel corso della giornata odierna riuscirà a transitare sulle isole più meridionali delle Hawaii, apportando dei rovesci di pioggia e persino dei temporali, che risulteranno maggiormente intensi fra l’isola di Hawaii e Maui, dove si farà molto concreto il rischio di allagamenti e colate di fango improvvise lungo le aree costiere, caratterizzate da un orografia piuttosto aspra che esalterà ulteriormente i fenomeni precipitativi.
Con l’avvicinamento delle bande nuvolose periferiche al bordo occidentale della tempesta le coste orientali di Hawaii e Maui sono quelle che rischiano maggiormente, per via dell’esposizione agli intensi venti orientali, in prevalenza da NE e E-NE, che scorreranno lungo il bordo settentrionale della profonda depressione tropicale. Questi venti piuttosto intensi solleveranno un moto ondoso piuttosto accentuato, con onde capaci di raggiungere e superare i 3-4 metri di altezza, e “Run-Up” fino a 5 metri nel tratto ad est di Hawaii. Queste imponenti ondate, dalle prossime ore, produrranno mareggiate di debole e moderata intensità sulle coste orientali e settentrionali di Hawaii e Maui, dove si potrebbero riscontrare vivaci fenomeni di erosione. E nei tratti ancora più esposti persino locali allagamenti nei punti più depressi, per l’impeto del moto ondoso. Sulle altre isole, a parte una intensificazione dei venti da N-NE, NE e E-NE e del moto ondoso ad essi associato, non si dovrebbero avere grosse ripercussioni. Molto probabilmente, ancor prima di raggiungere l’isola di Hawaii, “Iselle”, a contatto con un ambiente molto più secco (l’Aliseo di NE trasporta aria piuttosto secca in prossimità delle isole) e sopra acque superficiali decisamente più fredde, con valori di +26.5°C, dovrebbe lentamente indebolirsi allo status di tropical storm, presentando venti medi sostenuti fino a 80-90 km/h e raffiche di gran lunga superiori.
In questo caso nessuna delle isole, nemmeno la “Big Island” di Hawaii, dovrebbe sperimentare venti particolarmente forti, aventi l’intensità di uragano. Ma al più solo le isole più meridionali di Maui e Hawaii, nel corso delle prossime 12-24 ore, verranno sferzate da forti venti, inizialmente da N-NE e NE, in successiva rotazione da E-NE ed Est. Questi venti dal quadrante nord-orientale, raggiungeranno la forza di tropical storm nel tratto compreso fra Maui e Hawaii, presentando ulteriori accelerazioni all’interno del Canale di Alenuihaha, che separa entrambi le isole menzionate, dove si potranno registrare raffiche di vento oltre i 90-100 km/h. Ma le raffiche più forti si dovrebbero archiviare sui rilievi più elevati dell’isola di Hawaii, fra il Mauna Kea e il Mauna Loa, ben oltre i 4000 metri di altezza, dove i venti da NE ed E-NE potrebbero divenire davvero violenti, superando lo status di uragano. Il picco si dovrebbe raggiungere nel corso della giornata odierna, durante lo spostamento verso ovest dell’intero sistema depressionario. Già dalla serata di domani i resti di “Iselle” si allontaneranno verso il Pacifico centrale, andandosi gradualmente a dissipare in mezzo all’oceano, sopra acque particolarmente profonde e particolarmente esposte al flusso dell’Aliseo di NE.
Ma nel frattempo un nuovo insidioso uragano, denominato “Julio”, in queste ore si sta sviluppando sopra le calde acque superficiali del Pacifico orientale, rischiando di minacciare le Hawaii entro l’inizio della prossima settimana. Proprio in queste ore “Julio” sta iniziando il processo di “autoalimentazione” che lo sta rafforzando sensibilmente fino ad un uragano di 2^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti molto forti, che già raggiungono i 150 km/h nell’area attorno l’occhio centrale, alzando onde di “mare vivo” fino a più di 5-6 metri. Si tratta di un piccolo mostro che inizia a seguire una traiettoria molto pericolosa, in direzione delle isole Hawaii. L’uragano, ora relegato in mezzo al Pacifico orientale, presenta una convenzione molto profonda attorno il suo nucleo centrale, con il continuo sviluppo di imponenti bande nuvolose spiraliformi che stanno scaricando forti precipitazioni nel bel mezzo dell’oceano.
La tempesta, nei prossimi giorni, continuando a muoversi verso ovest e ovest-nord/ovest, dovrebbe essere in grado di mantenere la 2^ categoria della Saffir-Simpson, transitando sopra un vasto tratto di acque calde che continueranno a supportare l’intensa attività convettiva attorno il suo nucleo centrale. La circolazione ciclonica dei venti appare ormai ben collaudata nei medi e bassi strati, tanto da rendere “Julio” un ciclone tropicale maturo, capace di mantenere una intensa forza centrifuga. Solo da domenica “Julio”, spostandosi sopra un tratto di acque superficiali un po’ più fredde, con valori di +26°C, dovrebbe iniziare ad indebolirsi, avvicinandosi alle Hawaii come un uragano di 1^ categoria, o più probabilmente allo status di tempesta tropicale, lambendo le isole per poco più di 100 km.


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