Cosa fanno i Comuni per evitare o limitare i danni in caso di piogge, smottamenti, fiumi in piena? Da alcune settimane la procura di Torino sta svolgendo dei controlli sul modo in cui le amministrazioni comunali si occupano della sicurezza idrogeologica del territorio di propria pertinenza. A un esperto del Cnr (Centro nazionale ricerche), il geologo Domenico Tropeano, e al suo gruppo di lavoro, e’ stato affidato il compito di esaminare la documentazione relativa a una trentina di centri abitati del Torinese, come riporta l’Ansa. C’e’ il capoluogo, naturalmente, che e’ solcato da diversi corsi d’acqua di notevole portata (a cominciare dal Po) ed e’ lambito dalle colline; e poi ci sono i paesi grandi e piccoli del circondario. Il pubblico ministero Raffaele Guariniello vuole sapere in primo luogo quali procedure vengono adottate per prevenire i rischi e, in seconda battuta, quali interventi sono stati realizzati o progettati. Manutenzione degli argini, pulizia dei fondali, individuazione delle aree in cui fiumi e torrenti potrebbero esondare, consolidamento dei terreni, salvaguardia dei boschi. Tutto, insomma.
Ma i sindaci devono anche elencare con precisione qualsiasi evento registrato negli ultimi quindici anni, dalle frane agli allagamenti. Se si tratta di episodi frequenti, ripetuti e prevedibili, e se si scoprira’ che le soluzioni in cantiere non sono adeguate, scattera’ un procedimento penale. Non e’ la prima volta che il magistrato torinese istruisce una pratica del genere. Nel 1994, all’indomani della catastrofica alluvione che uccise 64 persone in tutto il Piemonte, avvio’ un vero e proprio censimento delle aree a rischio idrogeologico del Torinese ipotizzando il “delitto colposo di pericolo”, un reato previsto dall’articolo 450 del codice penale, e i sindaci, seguendo le indicazioni emerse dall’indagine, diedero il via ai lavori di risanamento. Lo stesso iter fu seguito nel 2000, quando un’altra grande piena devasto’ il circondario di Torino. E proprio a quell’evento si riferisce la richiesta di aiuto arrivata a Guariniello nelle scorse settimane. E’ di una vedova di 78 anni, abitante a Moncalieri, che per l’allagamento della casa attende ancora 4.000 euro: “In Municipio – racconta – mi hanno detto che non hanno soldi e mi hanno consigliato di fare causa alla Regione”. Il pm si e’ interessato al caso e alla donna hanno versato 679 euro. Una storia di ordinaria burocrazia. Il Comune aveva ricevuto dei fondi regionali da destinare ai rimborsi, ma li ha finiti perche’ le somme versate a titolo di anticipo ai richiedenti erano superiori a quelle dovute. E adesso ha dovuto attivare le procedure per il recupero.


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