Orticaria solare: forme, cause, sintomi, diagnosi, cura e prevenzione

ORTICARIA SOLARE COPL’allergia al sole o fotosensibilità è una reazione del sistema immunitario alla luce solare, che si manifesta il più delle volte come eruzione cutanea accompagnata da prurito, con pomfi isolati o confluenti in chiazze orticariose… perciò è definita anche orticaria solare. Tra le zone colpite con maggior frequenza: collo, dorso delle mani, parte esterna delle braccia e parte bassa delle gambe. In rari casi, quando la reazione cutanea è più grave, piccole vesciche possono diffondersi anche nelle zone di pelle coperte dai vestiti. Le manifestazioni cutanee possono regredire in poche ore, stando al riparo dalla luce solare, ma si ripetono invariabilmente non appena il soggetto torna ad esporsi al sole. Il problema quindi, si ripete ad ogni estate e può comparire a tutte le età, insorge improvvisamente e colpisce soprattutto le donne. L’orticaria solare si classifica in due forme: le forme primitive, la maggioranza, la cui patogenesi non è ancora ben conosciuta, che sono legata a raggi UVB, UVA e luce visibile; le forme secondarie, comprendenti alcune forme di porfiria, come la porfiria cutanea tarda ed eritropoietina, provocate da LES.

Dato che la diagnosi può essere difficile, si ricorre ad alcuni fototest: i photopatch, dei patch test condotti quando si ritiene che il paziente stia vivendo alcuni sintomi di un’allergia che si verifica solo quando si è a contatto con la luce solare (dopo la procedura, il paziente viene sottoposto a un basso dosaggio di radiazioni UVA); il fototest, in cui segmenti di pelle di 1 cm vengono sottoposti a diverse quantità di radiazioni UVA e UVB per determinare qual è il dosaggio specifico della certa forma di radiazione che provoca l’orticaria; il test di provocazione, eseguito esponendo le natiche del paziente prima ai raggi UVA, poi agli UVB, usando simulatori solari con filtri o monocromatori. Nei pazienti che non reagiscono agli UVA e agli UVB, dovrebbe essere valutato l’effetto dell’esposizione alla luce visibile utilizzando un proiettore, come quello per le diapositive, tenuto alla distanza di 10 cm. In caso di positività, entro 10 minuti dall’esposizione, compare una reazione da orticaria solare, spesso pruriginosa e a volte accompagnata da una sensazione di bruciore. Infine, vi sono prove di laboratorio che generalmente comportano procedure come l’analisi di sangue, urina, feci e test biochimici. In alcune situazioni, può essere eseguita una biopsia cutanea.

ORTICARIA SOLAREPer l’orticaria di lieve intensità, è possibile provare ad alleviare il prurito con un antistaminico orale disponibile in farmacia senza ricetta oppure con una crema a base di cortisone; mentre per i casi più gravi, il medico può prescrivere farmaci più potenti, come gli antistaminici o le creme a base di corticosteroidi. Nei casi estremi sono previsti: fototerapia, PUVA o farmaci antimalarici. Per contribuire alla prevenzione dei sintomi dell’allergia al sole dovete proteggere la pelle dall’esposizione alla luce solare, applicando una crema solare con un fattore di protezione pari almeno a 15 e spettro di protezione contro i raggi UVA e UVB prima di uscire all’aria aperta.

Usate un filtro di protezione anche per le labbra, con un prodotto specificamente formulato per esse e fattore di protezione pari almeno a 20. Inoltre, diminuite il tempo trascorso all’aria aperta quando il sole è alto (tra le 10 del mattino e le 3 del pomeriggio), utilizzate occhiali da sole con filtro anti-ultravioletti, indossate pantaloni lunghi, una maglietta a maniche lunghe e cappello a tesa larga e attenzione ai cosmetici e ai farmaci in grado di provocare una reazione fotoallergica (es. alcuni antibiotici, contraccettivi orali e farmaci con obbligo di ricetta usati per curare determinati disturbi psichiatrici, l’ipertensione e l’insufficienza cardiaca.