“Rosetta”, la “Biancaneve moderna”: il nome della sonda sottolinea la femminilità della missione

La chiamano la ‘Biancaneve moderna’, la sonda Rosetta, perche’ non ha avuto bisogno di alcun principe azzurro per risvegliarsi dal lungo sonno nel quale ha percorso milioni di chilometri attraverso il Sistema Solare per raggiungere la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Non ci sono dubbi che Rosetta sia una missione al femminile, a partire dal suo nome, riferito alla stele che ha permesso di decifrare il linguaggio dei geroglifici e riferito alla possibilita’ di esplorare i segreti dell’origine della materia, e forse della vita, nell’universo. E’ stata una donna a idearla e progettarla: la planetologa italiana Angioletta Coradini, scomparsa nel 2011. Avrebbe voluto confrontare i dati delle polveri della cometa con quelli delle rocce lunari riportate a Terra dalle missioni Apollo. Ed e’ un’altra donna, Amalia Ercoli Finzi, del Politecnico di Milano, ad avere progettato il trapano che nel prossimo novembre sara’ il primo strumento in assoluto a perforare il nucleo di una cometa per prelevarne dei campioni. Il trapano si trova a bordo del lander Philae, chiamato cosi’ dieci anni fa da Serena, che allora aveva 15 anni. Philae era l’isola Nilo nella quale venne trovato un obelisco con un’iscrizione bilingue contenente i nomi di Cleopatra e Tolomeo in geroglifico. Quell’iscrizione forni’ al francese Jean-Francois Champollion un indizio essenziale per tradurre i geroglifici della stele di Rosetta. Un’altra donna italiana, Alessandra Rotundi dell’universita’ Parthenope, responsabile scientifico di uno degli strumenti a bordo di Rosetta, chiamato Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) e progettato per analizzare le polveri della cometa per scoprirne la composizione e magari la presenza di molecole precursori della vita, cosi’ come era accaduto quando nel 2006 ha cominciato a studiare le polveri della cometa Wild 2, portate a Terra dalla missione americana Stardust. E’ stata una donna, infine, a scoprire la cometa obiettivo della missione Rosetta: l’astronoma Svetlana Gerasimenko l’ha individuata per caso insieme al collega Klim Churyumov nell’ottobre 1969, mentre la loro attenzione era concentrata su un’altra cometa. Per caso e’ accaduto infime che fosse proprio questa la cometa di Rosetta: inizialmente la sonda avrebbe dovuto raggiungere la cometa Wirtanen, ma il rinvio di un anno della missione ha costretto a individuare una nuova meta.