Rinvenuta la cabina di pilotaggio, completamente bruciata, di uno dei due Tornado coinvolti nell’incidente nei pressi di Ascoli Piceno. Il ritrovamento è stato effettuato da una squadra composta dal personale del Soccorso Alpino del Corpo forestale dello Stato, da quello del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e dai Vigili del Fuoco. La scoperta è avvenuta nel tardo pomeriggio di oggi, nelle vicinanze di Poggio Anzù, in una vallata a circa quattrocento metri dal centro di coordinamento dei soccorsi. “In relazione all’incidente aereo del 19 agosto deve categoricamente escludersi la possibilità di inquinamento radioattivo”, si legge in una nota della procura di Ascoli Piceno e dell’Aeronautica militare. I due velivoli erano privi di armamento a bordo. La maggior parte del contenuto di cherosene dei due serbatoi si è disperso in aria a seguito dell’impatto e solo una minima quantità è precipitata al suolo, per la quasi totalità in zona boschiva. “Al termine delle ricerche dei dispersi e di quanto utile alle inchieste in corso l’Amministrazione della Difesa, di concerto con le Autorità civili e giudiziarie, provvederà all’individuazione dei danni e al ripristino ambientale e paesaggistico, nonché al risarcimento degli eventuali danni causati a patrimoni privati”, conclude la nota.
LE RICERCHE CONTINUANO – “E’ una priorita'” per l’Aeronautica militare recuperare anche la quarta vittima dell’incidente aereo che, martedi’ scorso, ha coinvolto due Tornado Ids del 6* Stormo di Ghedi (Brescia), che si sono scontrati in volo, a pochi chilometri dalla verticale su Ascoli Piceno. Le ricerche del capitano pilota Mariangela Valentini proseguiranno anche questa notte. Oggi, su uno dei crinali nei pressi di Poggio Anzu’, sono stati recuperati il suo casco e alcuni oggetti che facevano parte della dotazione di bordo personale. Quella che i 200 soccorritori si sono messi alle spalle e’ stata un’altra giornata impegnativa: dall’alba, hanno battuto metro per metro il bosco tra la citta’ capoluogo, Roccafluvione e Venarotta, un’area fatta di una vegetazione fitta e particolarmente impervia. Nella tarda mattinata era stato individuato il corpo del capitano Paolo Piero Franzese, navigatore del Tornado pilotato dalla Valentini: grazie alla piastrina identificativa e’ stato riconosciuto da un maresciallo dei carabinieri, calato da un elicottero militare. Sul posto del rinvenimento, i carabinieri hanno anche effettuato una serie di rilievi considerati irripetibili: il corpo del capitano e’ stato poi trasferito all’interno di un HH-3F dell’aeronautica militare e domani sara’ a disposizione dell’autorita’ giudiziaria e dei medici legali nominati dalla procura ascolana, che eseguiranno l’autopsia. Sempre oggi, e’ stata recuperata una delle due cabine di pilotaggio dei Tornado, il resto piu’ grande tra quelli finora repertati: molto difficilmente potra’ dare indicazioni utili alle indagini perche’ era completamente bruciata.
Il ritrovamento del corpo del terzo pilota disperso dopo lo scontro fra due Tornado nei cieli di Ascoli Piceno e’ stato fatto stamani attorno alle 13 da una squadra del Corpo nazionale del Soccorso alpino, in in una zona particolarmente impervia sopra le pendici di Poggio Anzu’. La salma, si legge in una nota del Cnsas, e’ stata adagiata su una barella, verricellata su un elicottero HH3F dell’Aeronautica militare e trasportata fino al campo sportivo di Venarotta, per essere consegnata alle autorita’ competenti. Altre 5 squadre di tecnici del Soccorso alpino hanno lavorato tutta la giornata alla ricerca dell’ultimo pilota che risulta ancora disperso e della seconda scatola nera e al recupero dei resti dei due velivoli. L’impegno da parte del Cnsas, intervenuto oggi con 40 volontari appartenenti ai servizi regionali di Marche, Lazio, Abruzzo, Molise e Umbria, proseguira’ anche nei prossimi giorni. Altri 30 tecnici, di cui tre specializzati nel coordinamento di operazioni di ricerca e appositamente addestrati nella gestione di interventi con scenari complessi, sono partiti dalla Lombardia con mezzi fuoristrada e un mezzo camper allestito come base logistica che andranno a sostituire alcuni tecnici che hanno lavorato finora sul campo.


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