Proseguiranno anche in nottata le ricerche degli ultimi due piloti dispersi dell’incidente aereo avvenuto ieri pomeriggio ad Ascoli Piceno tra due Tornado dell’Aereonautica Militare. Lo ha annunciato il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Ascoli Piceno Achille Cipriani, al termine di un vertice presso la Prefettura. “La zona di ricerca – ha spiegato – si estende su 46 ettari tra le frazioni di Casamurana, Poggio Anzu’ e Tronzano, tra i Comuni di Ascoli Piceno, Venarotta e Roccafluvione”. Al momento sono 91 le unita’ appartenenti a varie amministrazioni dello Stato che partecipano alle perlustrazioni: 35 vigili del fuoco (di cui del nucleo Saf, Soccorso Alpino Fluviale, nucleo specializzato negli interventi in zone impervie), 21 unita’ del Corpo Forestale dello Stato, 3 unita’ e due cani della Polizia di Stato, 30 carabinieri, 4 unita’ Saf della Guardia di Finanza venute dall’Abruzzo, piu’ 50-70 esperti del Corpo Nazionale Soccorso Alpino. Ci sono inoltre una cinquantina di militari dell’Aereonautica, che parteciperanno alla battuta di questa notte anche con mezzi aerei dotati di visori notturni. Secondo Cipriani, per questa sera e’ previsto un nuovo briefing delle squadre di soccorso, da domani comincera’ un’operazione imponente di perlustrazione palmo a palmo del territorio con 160 persone. I Vigili del fuoco coordinano le operazioni con una stazione di comando avanzato in localita’ Poggio Anzu’.
I resti dei due militari morti nello scontro dei due Tornado nei cieli sopra le colline di Ascoli Piceno saranno trasferiti nell’obitorio dell’ospedale della citta’ marchigiana. Uno dei corpi e’ stato gia’ portato li’. Le parti d’aereo disperse in una vasta area, trovate finora dalle squadre impegnate nelle ricerche, saranno invece portate in un capannone che sarebbe stato messo a disposizione da un privato.
“Sale a 2 il bilancio delle vittime dell’incidente aereo che ha coinvolto due velivoli Tornado del 6° Stormo di Ghedi (Brescia). Al momento non è stato possibile risalire alle loro identità”. Lo rende noto l’Aeronautica militare, spiegando che nella zona continuano le ricerche degli altri due piloti ad opera delle squadre civili di soccorso a terra, alle quali nelle ultime ore si sono aggiunti un centinaio di Fucilieri dell’Aria e personale addetto alla difesa terrestre dell’Aeronautica Militare. In serata, prosegue la nota, è previsto l’arrivo del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale Pasquale Preziosa, presso il luogo dell’incidente a testimoniare come tutta l’Aeronautica Militare si è unita in questo momento difficile. Tanti messaggi di vicinanza e trepidazione giungono in questi minuti all’Aeronautica Militare. All’indomani dell’incidente che ha coinvolto i due Tornado e i quattro membri degli equipaggi, anche il Gen. Gorenc dai vertici della Nato ha manifestato al generale Preziosa, i sensi di una forte stima e compartecipazione per il tragico incidente. Messaggi di vicinanza pervenuti anche dal mondo politico e dalle Forze Armate, mentre continuano le ricerche dei dispersi.
I due Tornado che si sono scontrati ieri erano impegnati in una “missione a tempo” che prevedeva una serie di “punti di virata” per effettuare una ricognizione di un’area specifica. I due caccia non erano dunque impegnati a simulare “una reazione ad una possibile minaccia”. Lo sottolineano fonti militari ribadendo che i quattro militari impegnati erano preparati per il compito che era stato loro affidato e alcuni di loro aveva anche partecipato alle operazioni in Libia. I due Tornado erano decollati dalla base di Ghedi a distanza di 5 minuti l’uno dall’altro: il primo alle 15.22 e il secondo alle 15.27 per un missione che, dicono le fonti, sarebbe dovuta durare circa un’ora e mezza. L’incidente si e’ verificato attorno alle 16.30 e dunque, si sottolinea, i velivoli stavano rientrando alla base. Quel che e’ accaduto lo diranno con certezza le scatole nere. Quel che gia’ si sa, invece, e’ che i due Tornado erano impegnati in una missione propedeutica all’esercitazione della Nato in programma a Ghedi in autunno. Un’esercitazione per verificare la prontezza nella reazione sia degli equipaggi sia del personale di terra. “Si tratta di missioni complesse – dicono le fonti – che richiedono un alto livello di capacita'”.


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