Siccità record nell’America centrale, migliaia di animali morti: è colpa di El Niño

Il bestiame decimato a migliaia, le produzioni di mais e piselli fortemente danneggiate: colpa di un’eccezionale ondata di siccita’ che attraversa l’America centrale a causa del fenomeno climatico denominato El Niño. “Molti agricoltori si mettono a piangere perche’ hanno perso i loro raccolti ed e’ tutto quello che hanno per sopravvivere”, ha dichiarato qualche giorno fa il sottosegretario del ministero dell’Agricoltura del Guatemala, Pedro Lopez. La nazione piu’ colpita e’ il Nicaragua, dove il governo martedi’ ha riconosciuto che si tratta delle peggiore siccita’ nel paese dal 1976. La prima fase del raccolto, che va da maggio ad agosto, non ha dato niente, secondo l’Unione nazionale degli agricoltori e degli allevatori locale. Gia’ 2.500 capi di bestiame sono morti e altri 700.000 sono in condizioni critiche, a causa della mancanza di foraggio. In Honduras, dove piove solitamente da metà maggio fino a novembre, non si è vista una goccia di pioggia. La siccità ha devastato il 70% dei campi di mais e il 45% di quelli di fagiolini, danneggiando 72.000 famiglie, che ha spinto le autorità a dichiarare lo stato d’emergenza per una parte del paese. In Salvador è andato perso il 10% del raccolto di mais, mentre il Guatemala calcola che la siccità ha colpito ormai 120.000 famiglie, con perdite per l’agricoltura fino a 45 milioni di dollari. In Costa Rica le perdite ammontano a 16 milioni di dollari per gli agricoltori, 8 milioni per gli allevatori. Anche la Colombia risente della mancanza d’acqua, con la federazione locale degli allevatori che ha denunciato la morte di 30.000 capi di bestiame.