Spazio: il viaggio della sonda Cassini nell’orbita di Saturno

cassini_saturnoDopo un viaggio attraverso il sistema solare, iniziato nel 1997 a Cape Canaveral, lo scorso 1° luglio, la sonda Cassini è entrata nell’orbita di Saturno e ha iniziato l’avventura dell’esplorazione del pianeta conosciuto per i suoi anelli. In 10 anni, Cassini, grazie agli strumenti installati a bordo, realizzati dall’americana Nasa con le Agenzie spaziali italiana (Asi) ed europea (Esa) ha inviato centinaia di gigabyte di dati, consentendo la pubblicazione di oltre 3.000 lavori scientifici e alcune scoperte, come per esempio la presenza su Titano dei geyser di Encelado, l’oceano d’acqua sotto la sua superficie; gli enormi laghi di idrocarburi allo stato liquido. È stato possibile studiare la struttura degli anelli di Saturno e di Giapeto, la misteriosa luna dalla duplice faccia, le sue velocissime valanghe e la tempesta ‘esagonale’, informa un articolo dell’edizione online dell’Almanacco della Scienza del Cnr.

5In particolare, a bordo è installato il Visual and Infrared Mapping Spectometer (Vims), uno strumento nato da una collaborazione internazionale tra Usa, Italia, Francia e Germania e composto da due canali: l’infrarosso, realizzato presso la Nasa-Jpl (Jet Propulsion Laboratory), e il ‘visibile’, fornito dall’Asi, costruito presso le Officine Galileo, ora Selex Es, sotto la guida di Angioletta Coradini dell’allora Istituto di astrofisica del Cnr, accorpato poi all’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). Nei 10 anni di attività Vims ha condotto oltre 250 mila osservazioni, pari a un volume di dati di 171 Gb, e 180 pubblicazioni su riviste referate. La sonda Cassini ha portato a bordo anche il lander Huygens da depositare su Titano, la più grande tra le lune di Saturno. L’Asi, in base a un accordo di collaborazione con la Nasa, ha sviluppato inoltre le antenne che assicurano le telecomunicazioni con la Terra per l’intera durata della missione lo strumento Hasi, per la sonda Huygens, che ha misurato le proprietà fisiche dell’atmosfera e della superficie di Titano.

2La sonda avrebbe dovuto terminare la sua missione dopo quattro anni, ma dal 2008 è stata prolungata altre tre volte.”Dopo 10 anni Cassini è più vivo che mai e continua a darci nuovi dati e sorprese osservando il cambio delle stagioni intorno a Saturno”, ha dichiarato Enrico Flamini, Chief Scientist dell’Asi. Il pianeta ha completato ‘solo’ un terzo dei quasi 30 anni di viaggio intorno al Sole e, se le scorte di carburante lo consentiranno, Cassini dovrebbe terminare il suo lavoro a settembre 2017. ”Ci si aspettano ancora grandi cose da questa missione e tutta la comunità scientifica concorda nel dire che, nella sua lunga vita, Cassini ha e avrà rivoluzionato il modo di vedere Saturno e, in genere, il sistema solare”, affermano all’Inaf.