Gli oscuri segreti della superficie nascosta della Luna sono stati a lungo fonte di fascino per i teorici della cospirazione. Ora, grazie alle immagini a disposizione su Google Moon, un utente crede di aver risolto la questione. Girovagando tra i crateri lunari, egli ha scoperto una sorta di ombra raffigurante un ominide che si aggira sul nostro satellite naturale. Di cosa si tratta? il video, postato su Youtube, ha da subito fatto il giro del mondo, ottenendo più di 2 milioni di visualizzazioni in poco più di tre settimane. Del resto, una figura aliena che cammina lungo la superficie lunare non poteva restare nel dimenticatoio.
Tuttavia, mettendo da parte i facili entusiasmi e ragionando con un pò di razionalità, la spiegazione più plausibile è quella di un fenomeno psicologico chiamato Pareidolia, che è la risposta del cervello (un’illusione subcosciente) a ricondurre a forme note oggetti o profili (naturali o artificiali) dalla forma casuale. L’immagine, che può essere osservata alle seguenti coordinate 27° 34’26.35 “N 19 ° 36’4.75” W, assomiglia ad una figura antropomorfa, che qualcuno ha addirittura associato all’antica statua del Colosso di Rodi. Le immagini utilizzate per ricostruire il tour virtuale sulla Luna provengono dalla NASA, che non ha ancora smentito la teoria aliena. Probabilmente perchè ha questioni ben più importanti da svolgere.
Nel mese di Gennaio lo stesso utente aveva già evidenziato immagini controverse di una figura che sembrava mostrare una base aliena o una navicella spaziale lunare. L’anomalia, di forma triangolare, fece parlare di sè perchè sembrava una costruzione non visibile in nessun altro cratere da impatto. Tuttavia, la sua forma gigantesca esclude la possibilità che possa trattarsi di un oggetto artificiale nel deserto lunare. Ma la fantasia umana può spingersi ben oltre, immaginando una costruzione progettata da una mente intelligente che fungerebbe da base per la memorizzazione e il lancio di veicoli spaziali alieni.
Dalla Luna all’Antartide, l’uomo ha sempre cercato risposta alla domanda se “siamo da soli o no nel’universo”. Ma, troppo pesso, la voglia sfrenata del sapere ci porta a fantasticare ben oltre la realtà dei fatti. I giochi di luce, nel corso del tempo, hanno creato tanti dibattiti e tanti interrogativi, ai quali è stato possibile fornire risposta con i mezzi sempre più perfezionati. I canali su Marte, la sfinge marziana, le basi lunari, ominidi su Marte e persino una lucertola sul pianeta rosso o un volto sulla cometa 67P. Visioni che ci danno conferma di quanto sia sviluppata la nostra fantasia e di quanto sia complesso il nostro cervello, ben più complesso di qualsiasi galassia nell’universo.


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