Damanhur: nella Valchiusella il tempio sotterraneo più grande del mondo [FOTO]

Migliaia di persone da tutto il mondo ogni anno visitano questa grande cattedrale contemporanea; molti la utilizzano come strumento per la ricerca interiore, come strada per trovare ispirazione e creatività. Si tratta di uno dei luoghi più strani e suggestivi al mondo, situato proprio in Italia, nascosto in un piccolo centro della Valchiusella, in Piemonte, a circa 50 km da Torino. Siamo a Vidracco, un comune di soli 500 abitanti che custodisce il tempio sotterraneo più grande del mondo, certificato dal Guinnes dei Primati. 850.000 m³ dislocati su cinque livelli che raggiungono la profondità di 72 metri.

tempio 3Vi sono sette sale principali, ognuna delle quali ha un nome mistico: la sala dell’Acqua, la sala della Terra, la sala delle Sfere, la sala degli Specchi, la sala dei Metalli, il Tempio Azzurro, il Labirinto. Le sale sono spettacolari sotto tutti i punti di vista: architettonicamente, coreograficamente ed artisticamente, tra suoni, luci, profumi che rappresentano un percorso iniziatico legato al viaggio evolutivo dell’uomo e al ciclo di vita, morte e rinascita. Il tempio sotterraneo si snoda in centinaia di metri di corridoi, sale, nicchie, scale e passaggi segreti che lo rendono simile ad una piramide egizia.

TEMPIO COPLa Federazione di Damanhur è una piccola comunità autogestita che vive nella Valchiusella, fondata da Oberto Airaudi o Falco, assicuratore, scrittore, sensitivo e pranoterapeuta torinese che, nel 1977, autofinanziandosi grazie a piccole attività locali, ha avviato i lavori per la costruzione del tempio ispirato alle visioni mistiche avute da bambino secondo lui appartenenti ad una vita passata. Armato unicamente di vanghe e piccoli, con un gruppetto di fedelissimi, ha iniziato a scavare, poi supportato da volontari provenienti da tutto il mondo, per concretizzare la visione.

Rimuovendo terra e roccia e riempiendo a mano semplici sacchi che erano poi svuotati tramite lunghe catene umane, ha dato vita a spettacoli mosaici in vetro e pietra, pitture per affrescare le pareti, sculture e intarsi di legno, rame e sbalzo di sbalorditiva bellezza, riuscendo a custodire il segreto per 16 anni, sino a quando, nel 92’, tre poliziotti e un pubblico ministero si trovarono di fronte ad un tempio senza precedenti, con lo stupore che aumentava camminando per le varie sale…tempio che è poi stato definito dal governo, che decise di sequestrare il monumento per permettere ai suoi costruttori di completare le decorazioni, “l’ottava meraviglia del mondo”.

Damanhur prende nome dall’omonima città egiziana di Damanhur, sede nell’antichità di un tempio dedicato a Horo. Secondo gli abitanti della comunità, il nome Damanhur significa «Città della luce», sebbene gli studiosi optino decisamente per una diversa etimologia (egiziano antico Dm?-n-hr.w, «Villaggio di Horus»).