Canarie, il governo spagnolo dà l’ultimo si alle prospezioni petrolifere: protesta il governo locale

È arrivato oggi il permesso definitivo del Governo spagnolo alle prospezioni petrolifere al largo delle Isole Canarie, che verranno eseguite dalla Repsol. Contro questa decisione si battevano da mesi associazioni ambientaliste, comitati ed anche il governo della Comunità Autonoma delle Canarie, fin dall’inizio contrario all’arrivo delle trivelle nell’arcipelago. Il motivo di questo rifiuto risiede soprattutto nella preoccupazione che l’eventuale estrazione di petrolio possa in futuro avere conseguenze negative sull’ambiente. Le Canarie, visitate ogni anno da milioni di turisti (nel 2013 sono stati quasi 11 milioni i visitatori), basano proprio sul turismo uno dei principali pilastri dell’economia. La preoccupazione è quindi che la creazione di piattaforme petrolifere, a una distanza di poche decine di km dalla costa di Lanzarote e Fuerteventura, possa avere un impatto negativo sul turismo e addirittura disastroso nel caso di incidenti. Oltre al turismo altra fonte importante di ricchezza per l’economia locale è la pesca, ed anch’essa si vedrebbe gravemente minacciata dalle estrazioni. Anche per questo le proteste dei mesi scorsi contro le prospezioni della Repsol sono state massicce e molto partecipate.

La prima fase consisterà nella ricerca di eventuali giacimenti petroliferi, e durerà alcuni mesi. Se questa fase di ricerca dovesse avere esito positivo la Repsol chiederà autorizzazione per le estrazioni.

Il governo regionale delle Canarie ha annunciato ricorsi contro quello che definisce un procedimento di autorizzazione pieno di irregolarità. Greenpeace dal canto suo ha annunciato che non resterà con le mani in mano di fronte a una decisione che va contro la volontà della maggior parte dei cittadini locali.