Una violenta ondata di maltempo, nella giornata di ieri, ha duramente flagellato le regioni montuose del Pakistan settentrionale, a seguito dello scoppio di forti temporali che hanno scaricato piogge molto intense in un periodo di tempo limitato. Questi forti temporali, accompagnati da grandine, intense fulminazioni e colpi di vento, hanno causato almeno 16 morti e 80 feriti a Peshawar, provincia nord-occidentale pachistana di Khyber Pakhtunkhwa, dove sono crollati parti di edifici e tetti di diverse abitazioni. Il premier pachistano, Nawaz Sharif, ha annunciato che le famiglie delle vittime e dei feriti riceveranno un indennizzo finanziario, mentre la Protezione civile ha disposto l’invio di generi di prima neccessità e tende per accogliere quanti hanno perso la loro casa. Le autorita’ provinciali hanno decretato l’emergenza per tutti gli ospedali. Lo sviluppo di questi intensi temporali sulle regioni montuose del Pakistan settentrionale non ha nulla a che vedere con l’umido flusso del “Monsone di SO”, che in questo periodo dell’anno colpisce l’India e buona parte degli stati dell’Asia meridionale, apportando abbondantissime piogge e una intensificazione della convenzione.

Ma a far scoppiare i potenti moti convettivi che hanno prodotto questi fenomeni temporaleschi così intensi, su buona parte del Pakistan settentrionale, è stato l’affondo di una estesa saccatura, colma di aria piuttosto fresca in quota, che dal bassopiano della Siberia occidentale, tramite il Kazakistan orientale, si è allungata fino al Tagikistan e al Pakistan settentrionale, con una vistosa ondulazione ciclonica a ridosso dei rilievi dell’Hindu Kush. La circolazione monsonica estiva, in azione sull’oceano Indiano settentrionale e sul mar Arabico, non centra proprio nulla. In questo caso le intense precipitazioni sono state apportate da una vasta ondulazione ciclonica inserita all’interno del flusso occidentale delle medie latitudini, che quest’anno sta scorrendo a latitudini piuttosto basse lungo tutto il comparto siberiano. Durante la sua discesa verso latitudini più meridionale, l’aria più fredda in quota inserita all’interno della saccatura, discendendo lungo il margine più occidentale della stessa, è riuscita ad infiltrarsi al di sopra dello spesso strato di aria molto calda e secca, che in questo periodo domina sopra l’area indo-pakistana. Tale sconfinamento di masse d’aria decisamente più fredde e secche, da Nord, sopra il denso strato di aria calda e molto secca presente fino alla media troposfera, sottovento ai rilievi pakistani, innesca grandi turbolenze che vengono esaltate anche dalla presenza di imponenti catene montuose, come l’Hindu Kush, e per questo sono capaci di estendersi fino ai limiti superiori della troposfera. Ciò spiega anche il manifestarsi di fenomeni grandinigeni all’interno delle “Celle temporalesche” o dei “Clusters” più attivi.
La caratteristica di questi temporali è quella di essere caratterizzati da forti “Updrafts”, visto il potenziale termico presente nei bassi strati (aria molto calda d’origine sub-tropicale continentale) che contribuisce a far esplodere verso l’alto i cumulonembi, facendogli raggiungere delle altezze considerevoli, ben oltre i 12-14 km di spessore. A queste quote le incudini dei cumulonembi tendono ad essere spazzate dai violentissimi venti del “getto sub-tropicale” (di solito provenienti da Ovest o O-SO) e si portando a notevole distanza dalla base dei cumulonembi, divergendo verso est e assumendo il tipico asse obliquo, ben identificabile dalle moviole satellitari, causando anche una importante perdita di aria (dalla sommità) sospinta dal “getto“ stesso. In questi casi, per la perdita di molta aria pilotata dai bassi strati dai moti ascensionali, la “Cellula temporalesca” è costretta a richiamare altra aria calda dall’ambiente circostante, intensificando notevolmente il temporale che può divenire veramente forte, apportando precipitazioni molto forti accompagnate da grandinate, impetuose raffiche di vento prodotte dai “downburst” (forti correnti discendenti che raggiungono il suolo e tendono a divergere orizzontalmente in più direzioni). Nei prossimi giorni, visto la lenta evoluzione verso est della saccatura, nuovi rovesci e manifestazioni temporalesche potranno colpire le altre città del Pakistan settentrionale, inclusa la capitale Islamabad, per l’afflusso in quota di aria più fredda che scorrerà sopra l’aria molto più calda che domina negli strati più bassi, nelle aree pianeggianti del Pakistan centrale.



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