La prima ondata di freddo di stagione si prepara, in questi giorni, a scivolare sulle praterie del Canada centro-occidentale e nel nord degli USA, favorendo il ritorno delle prime nevicate a bassa quota lungo il settore più settentrionale delle Montagne Rocciose. Una significativa ondulazione del ramo principale del “getto polare”, sopra i cieli del Canada centrale, stimolata dalla spinta meridiana dell’anticiclone delle Aleutine che posizionerà le proprie propaggini più orientali sulla British Columbia, con massimi di oltre 1030 hpa, favorirà lo scivolamento di una saccatura, colma di aria molto fredda in quota, che causerà un primo significativo calo delle temperature su buona parte del territorio canadese, con minime che nelle ore notturne si manterranno su valori di poco superiori ai +0°C. L’asse di saccatura sarà caratterizzato al suo interno da una depressione riempita di aria artica, con minimo barico sui 992 hpa, che dal settore più settentrionale della baia di Hudson si muoverà in direzione del Canale di Foxe, e successivamente sull’isola di Baffin. Questa circolazione depressionaria, prodotta dall’invorticamento delle fredde masse d’aria artiche scivolate sull’Arcipelago Artico canadese, contribuirà ad accelerare la discesa verso latitudini più meridionali del nucleo di aria molto fredda che da giorni insiste fra l’Arcipelago Artico canadese e i Territori del Nord-ovest, dove si sono verificate le prime nevicate autunnali fino a quote pianeggianti.

Una parte di questo flusso d’aria molto fredda, di origine artica, s’incanalerà lungo il bordo più orientale del promontorio anticiclonico del Pacifico settentrionale, disteso con le proprie propaggini fino alla British Columbia. Queste masse d’aria piuttosto fredde, soprattutto in quota, dall’Arcipelago Artico canadese si verseranno sugli stati canadesi dell’Alberta, Saskatchewan e Manitoba, attraverso l’inserimento di una moderata ventilazione da N-NO e NO, che presenterà locali rinforzi sul nord-est del Manitoba. Lungo l’avvezione fredda i forti contrasti termici che si creeranno lungo la linea di discontinuità con l’aria più temperata persistente nel nord degli States agevoleranno un sistema frontale, a carattere freddo, alimentato in quota da un ramo discendente del “getto polare” (questo spingerà l’aria fredda in quota molto velocemente verso il Canada meridionale). Questo sistema frontale nella giornata odierna darà luogo a nevicate di debole e moderata intensità, fino a bassissima quota, sulle Montagne Rocciose canadesi, che dopo l’estate torneranno nuovamente ad imbiancarsi, ricevendo la prima visita della “dama bianca”. La neve dovrebbe lasciare il primo sottile deposito sulla città di Calgary, come in altri centri montani dell’Alberta, sulle Montagne Rocciose.
Il passaggio del fronte freddo di questo sistema frontale produrrà piogge fredde, e nella nottata successiva, col sopraggiungere dell’aria fredda di origine artica, anche possibili brevi rovesci di acqua mista a neve sugli stati canadesi dell’Alberta, Saskatchewan e Manitoba, dove si vedranno le prime fioccate coreografiche, ma senza accumuli rilevanti sul terreno visto le temperature positive. Sulle aree interessate dal primo innevamento di stagione nei prossimi giorni verrà incentivato l’effetto “Albedo” che favorirà l’isolamento di uno strato d’aria molto freddo che stagna in prossimità dei terreni innevati, mantenendo i termometri sotto la soglia dei +0°C. Ma l’aria fredda, e pesante, nei prossimi giorni si depositerà anche sulle praterie del Canada centrale, dove, in presenza di cieli limpidi e sereni con scarsa ventilazione nei bassi strati, si potrebbero verificare le prime gelate autunnali. In particolare nelle località fra l’Alberta e Saskatchewan il freddo dovrebbe avvertirsi per bene nei prossimi giorni. Nel frattempo, fra domani e giovedì, la discesa delle masse d’aria molto fredde e pesanti, d’estrazione artica, fino al confine con gli USA settentrionali e alla regione dei Grandi Laghi scalzerà bruscamente verso l’alto le masse d’aria più umide e temperate preesistenti in loco, favorendo lo sviluppo di annuvolamenti cumuliformi che hanno dato la stura a precipitazioni sparse, a prevalente sfogo di rovescio o temporale. Temporali particolarmente intensi potrebbero svilupparsi sopra i Grandi Laghi nord-americani, le cui temperature in questo periodo dell’anno rimangono molto elevate.
Il notevole “gradiente termico verticale” che si verrà ad originare fra le masse d’aria fredde, di lontane origini artiche, che iniziano ad affluire in quota, e quelle molto più calde e umide stagnanti nei bassi strati, sopra i grandi specchi lacustri, darà luogo a forti moti convettivi (correnti ascensionali molto intense) che costruiranno imponenti ammassi nuvolosi cumuliformi (cumulonembi), forieri di rovesci e temporali. Molti di questi temporali potranno assumere carattere grandinigeno visto la presenza in quota di aria particolarmente fredda.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?