AIDS: per sconfiggerlo entro il 2030 serve il 20% di fondi in più

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aidsBasterebbe un piccolo sforzo in piu’, con un aumento dei fondi destinati allo scopo del 20%, per sconfiggere l’Aids nel mondo entro il 2030. La considerazione e’ emersa durante l’ultima sessione annuale dell’Onu, che ha dedicato all’argomento un meeting con numerosi capi di stato africani ed europei, oltre a John Kerry, segretario di stato USA e al Direttore Esecutivo di Unaids, Michel Sidibe’. Durante l’incontro e’ stata presentata una ‘road map’ per scrivere l”ultimo capitolo’ della malattia entro quindici anni, che prevede di trovare entro il 2020 il 90% delle persone sieropositive, di offrire la terapia antiretrovirale ad almeno il 90% di queste e di raggiungere una soppressione sostenuta della carica virale nel 90% dei pazienti trattati. ”Sono obiettivi possibili, per cui pero’ serve un grande lavoro – sottolinea Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell’Istituto superiore di sanita’ (Iss) e membro del board dell’Unaids -. Anche da noi quasi meta’ dei sieropositivi non sa di avere il virus, per non parlare della situazione disastrosa in Europa dell’est anche dal punto di vista dei diritti civili dei gruppi piu’ a rischio, come i tossicodipendenti”. Il tema dei diritti sara’ al centro di una grande sessione che si terra’ a Roma a fine ottobre a dieci anni dalla ‘Dichiarazione di Dublino’, in cui i governi europei si impegnavano a lottare contro la malattia. La lezione dell’Aids, aggiunge Vella, potrebbe essere utile anche nella lotta all’Ebola. ”Ebola ci ricorda che sono molte le malattie che possono fare il ‘salto’ dagli animali all’uomo – spiega -. La Commissione Europea ha deciso di includere la ricerca su Ebola tra le malattie di cui si occupera’ l’EDCTP, il grande progetto da 2 miliardi di euro su Hiv, malaria e Tbc”.