Allerta Meteo: pericolosa recrudescenza del maltempo sulle regioni adriatiche, rischio alluvione per una “fascia baroclina”

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AERONET_Rome_Tor_Vergata.2014245.aqua.1kmAnalizzando la situazione sinottica sul Mediterraneo centrale sembra di essere piombati in pieno autunno, con la presenza di una ciclogenesi, in fase di occlusione, con un minimo di 1003 hpa sul golfo di Taranto, che viene alimentata, lungo il suo bordo più settentrionale e occidentale, dallo scivolamento di masse d’aria più fresche, temperate continentalizzate, che dal sud dell’Ucraina e dalla Moldavia si spingono sulle Alpi Dinariche per poi versarsi sull’Adriatico, dopo aver attraversato la Romania, l’Ungheria e la Croazia (dove è presente una ventilazione da E-NE nei medi e bassi strati). Quest’aria fresca, temperata continentalizzata, proprio in queste ore sta scivolando sulle nostre regioni meridionali, tramite l’ingresso di sostenuti, a tratti ancora intensi, venti dai quadranti settentrionali che stanno tuttora spazzando il Tirreno centro-meridionale, l’Adriatico centro-meridionale e lo Ionio, che si presentano molto mossi, fino ad agitati a largo, con onde medie sui 2.5-3.0 metri.

wind10m_H_web_4Nel corso delle prossime ore questa giovane depressione tenderà ad invecchiare, mentre il sistema frontale ad essa associato si muove in direzione della Grecia e dell’Egeo, favorendo una concentrazione dei fenomeni, soprattutto dei rovesci indotti dall’occlusione, lungo le regioni adriatiche e su parte del sud. Tale circolazione depressionaria, oltre ad essere alimentato dalla discesa di aria decisamente più fresca proveniente dall’area carpatico-danubiana, viene supportata in quota dallo scivolamento di un ramo secondario del “getto polare”, che fuoriesce dal bordo più meridionale di un ampio “delta” del “getto”, presente a ridosso della Gran Bretagna. Il ramo meridionale che esce da questo “delta” si dirama sul bacino centrale del Mediterraneo, andando a sostenere il “forcing” dinamico che alimenta la struttura depressionaria, la quale tende gradualmente a evolversi verso levante. Nella giornata di domani la depressione, pur spostandosi verso la Grecia, interesserà le nostre regioni adriatiche e il meridione con una ampia “fascia baroclina”, che dalle regioni nord-orientali si estenderà fino allo Ionio, apportando decise condizioni d’instabilità su dette regioni. La “fascia baroclina” è caratterizzata dalla separazione di masse d’aria molto differenti fra loro, per temperatura, direzione, grado igrometrico ed elettrico.

01In pratica, l’aria più fredda che scivolerà lungo il bordo occidentale della depressione si contrapporrà con le sostenute correnti dai quadranti meridionali, molto più calde e ben umidificate negli strati più bassi, creando questa estesa area di confluenza che innescherà diffusi moti convettivi e intense precipitazioni un po’ su tutte le regioni adriatiche, dal Veneto alla Puglia. Questa ampia “fascia baroclina”, associata alla depressione in fase di spostamento sulla Grecia, persistendo per almeno altre 36-48 ore sul medio-basso Adriatico, lì dove si acuirà la confluenza fra i freschi venti settentrionali in scivolamento delle coste dalmate e le umide correnti più meridionali (pre-frontali) che risaliranno verso la Grecia e la Macedonia, rischiano di portare precipitazioni molto abbondanti fra Abruzzo meridionale, Molise e Puglia garganica. Le aree pedemontane di queste regioni dovrebbero vedere gli accumuli più consistenti, anche oltre i 100 mm. Su queste aree domani si potrebbero avere fenomeni precipitativi intensi e persistenti, esacerbati ulteriormente dal “forcing” orografico esercitato dall’Appennino agli umidi venti da N-NE (di ritorno), che potranno creare locali allagamenti e il rapido aumento della portata di fiumi, torrenti e piccoli corsi d’acqua. Pertanto non prima di giovedì le precipitazioni cominceranno ad attenuarsi in modo deciso, lasciando spazio a maggiori schiarite e rasserenamenti.