Alluvione del 2011 a Genova: domani inizia il processo all’ex Sindaco Marta Vincenzi

Iniziera’ domani il processo all’ex sindaco di Genova Marta Vincenzi e altre cinque persone per i tragici fatti dell’alluvione del 2011 costato la vita a sei donne, di cui due bambine, a seguito dell’esondazione del rio Fereggiano. L’udienza si terra’ davanti al giudice monocratico Adriana Petri. Il giudice dovra’ anche decidere l’eventuale costituzione delle parti civili e l’ammissione delle liste testi presentate dal pm e dai difensori degli imputati. Liste testi corpose che vedono tra i testimoni anche il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, funzionari e tecnici di Comune, Provincia e Regione, e anche giornalisti che raccontarono i giorni immediatamente precedenti all’alluvione, quando venne diramato lo stato di allerta 2, oltre ai fatti del quattro novembre. A processo, oltre all’ex sindaco anche l’ex assessore alla Protezione civile Francesco Scidone, i dirigenti comunali Gianfranco Delponte e Pierpaolo Cha, l’ex capo della protezione civile comunale Sandro Gambelli. Per loro le accuse sono di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso e calunnia. A processo anche l’ex coordinatore dei volontari Roberto Gabutti a cui viene contestato solo il falso e la calunnia. Secondo gli inquirenti, la macchina operativa della protezione civile non venne messa in moto: non vennero chiuse le strade a rischio ne’ le scuole, non venne ordinato ai presidi di non fare uscire gli alunni e non fu bloccata la circolazione stradale. Dalle indagini era emerso che ”gli uffici comunali di protezione civile avevano ricevuto notizie allarmanti gia’ alle 11 del mattino mentre il rio Fereggiano esondo’ intorno all’una. In quelle due ore c’era la possibilita’ di evitare la tragedia con alcuni accorgimenti che non vennero messi in atto”. I vertici della macchina comunale ”non solo non fecero quello che andava fatto” ma, secondo l’ accusa, ”falsificarono il verbale alterando l’orario dell’ esondazione”. Quel documento secondo gli inquirenti venne alterato per sostenere la tesi secondo cui quel giorno sulla citta’ si abbatte’ una ”bomba d’acqua”. Quel giorno morirono Serena Costa, 19 anni, Evelina Pietranera, Angela Chiaramonte, 40 anni, Djala Shpresa di 28 anni e le sue due piccole, Gioia e Janissa, di 8 anni e di 11 mesi.