Alpinisti morti sul Monte Disgrazia, le ultime parole del capocordata, “sono scivolato e li ho trascinati”

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Monte DisgraziaPoche parole prima di morire, mormorate al soccorritore che lo aveva raggiunto per primo, toglierebbero ogni dubbio sulla dinamica dell’incidente del Monte Disgrazia, dove ieri hanno perso la vita quattro alpinisti esperti. “Sono stato io, sono scivolato io sul ghiaccio e ho trascinato giu’ gli altri legati a me..“, ha detto il capocordata Giuseppe Gritti, monzese di 46 anni, dopo il tragico volo. Non e’ stata disposta alcuna autopsia e il magistrato nel pomeriggio ha dato il nullaosta per la sepoltura. Una tragedia che ha gettato nel lutto tutta la comunita’ del Cai, brianzola e non solo. Il Club di Sulbiate (Monza e Brianza) quello di cui facevano parte i 4 alpinisti, Alberto Peruffo, Giuseppe Ravanelli, Giuseppe Gritti e Mauro Mandelli, eta’ compresa tra i 45 e i 51 anni, ha deciso di sospendere tutte le attivita’. Ha anche stabilito una sorta di silenzio stampa. ‘Silenzio’, come si usa in montagna, hanno precisato gli amici e compagni delle quattro vittime. Anche per rispetto del dolore dei familiari. I quattro erano esperti, avevano partecipato a piu’ escursioni e pare si stessero allenando per un’impresa ancora piu’ impegnativa. Dal 5 al 7 prossimi il Cai aveva come obiettivo il Monte Bianco, ma probabilmente la spedizione sara’ annullata come le altre iniziative. Non dovrebbero comunque esserci piu’ dubbi su quello che e’ successo ieri a 2900 metri, in Val Masino, una delle vallate laterali alla Valtellina. Le due vallate sono divise appunto dal Monte Disgrazia, il cui nome pare non abbia un significato funesto ma sarebbe una traduzione dal dialetto locale di ‘Disglascia’, ossia monte che si scioglie perché piove spesso. Secondo il magistrato Giacomo Puricelli, che ha ricevuto in Procura a Sondrio il rapporto dei carabinieri di Ardenno e dei militari del Sagf (soccorso Alpino Guardia di Finanza) di Sondrio, la ricostruzione della tragedia e’ ormai completa. Fondamentale gia’ ieri la testimonianza dei due alpinisti lombardi che avevano prudentemente desistito dal proseguire la scalata per il maltempo. ”Va loro rivolto un elogio”, dice oggi Gianni Zappa, uno dei capisquadra del Soccorso Alpino della Settima Delegazione di Valtellina e Valchiavenna. Solo per un ulteriore scrupolo investigativo, il magistrato titolare ha disposto il recupero di tutta l’attrezzatura usata dai quattro alpinisti. Picozze, scarponi, ramponi, corde, ritrovati da carabinieri e finanza, saranno attentamente controllati dagli esperti. Ma le ultime parole del capocordata sembrano confermare un fatale incidente.