Qual è il coefficiente di frizione tra la buccia di banana e la suola della scarpa che ci cammina sopra? Qual’è la reazione emotiva di fronte a un brutto dipinto? Questioni tanto insolite quanto difficilissime da risolvere e che quindi hanno meritato l’ambito riconoscimento dell'”Anti-Nobel” 2014, assegnato ieri dalla prestigiosa università di Harvard, Boston.
In corsa, alla 24esima cerimonia degli “IG Nobel Prizes”, alla quale hanno assistito un migliaio di persone, vi erano dieci gruppi di ricercatori provenienti da cinque continenti.
Il premio della fisica è stato assegnato a una equipe giapponese che per l’appunto ha studiato la frizione tra la buccia di banana e la scarpa. Il riconoscimento per le neuroscienze è andato a un gruppo sino-canadese che ha cercato di capire cosa accade nel cervello delle persone che vedono impresso sul pane tostato il volto di Gesù. L’Italia ha vinto nella categoria delle arti, grazie al lavoro di Marina de Tommaso, dell’università di Bari, Michele Sardaro e Paolo Livrea, che hanno misurato il dolore provato dalle persone di fronte a un brutto dipinto rapportato a coloro che ammirano una bella tela, puntando un raggio laser sulla loro mano.
L’Anti-Nobel della psicologia è stato assegnato a tre ricercatori – americano, britannico e australiano – che hanno raccolto elementi sulle ragioni per cui i tiratardi sono generalmente più narcisisti, manipolatori e psicopatici. Premi anche agli studi sulla traiettoria della pipì dei cani, sui pericoli per la salute mentale dovuti alla convivenza con i gatti.
Il principio di questo premio, organizzato dalla rivista scientifico-umoristica “Gli annali della ricerca improbabile” (“Annals of Improbable research”), resta quello di ricompensare i ricercatori che “innanzitutto fanno ridere la gente, poi la fanno riflettere”.
Anti-Nobel: ecco le ricerche più assurde del 2014


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