Astronomia: inaugurato sull’Etna il prototipo del telescopio che studiarà l’ universo “violento”

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maxresdefaultE’ stato inaugurato oggi, sulla stazione osservativa di Serra La Nave sull’Etna, gestita dall’Osservatorio Astrofisico di Catania dell’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica), il prototipo di una batteria di telescopi di piccola taglia che comporra’ parte della estesa rete di rivelatori del Cherenkov Telescope Array (CTA), che avranno il compito di indagare i piu’ violenti fenomeni che avvengono nello spazio, tra cui le sorgenti di raggi gamma. A renderlo noto e’ l’Inaf tramite la sua newsletter. Ancora da decidere la scelta del sito che ospitera’ il Cta tra deserto della Namibia, altipiani delle Ande o il complesso dell’Osservatorio astronomico del Leoncito, in Argentina. Quello che si sa e’ che il Cta, una volta realizzato, sara’ il piu’ potente e sensibile osservatorio per i raggi gamma mai costruito e che questo prototipo e’ italiano. Lo strumento si chiama Sst, spiega l’Inaf, ed e’ stato realizzato nell’ambito di Astri (Astrofisica con Specchi a Tecnologia Replicante Italiana), il ‘Progetto Bandiera’ finanziato dal ministero per l’Istruzione, l’Universita’ e ricerca e condotto dall’Inaf. ”E’ una grande soddisfazione per noi perche’ stiamo lavorando a questo progetto da oltre 3 anni – commenta Giovanni Pareschi, direttore dell’Inaf-Osservatorio Astronomico di Brera – e il prototipo che abbiamo completato e’ innovativo per tanti aspetti. Usera’ per la prima volta una configurazione a due specchi, mentre finora telescopi per analoghe indagini utilizzavano un singolo specchio. Su Sst saranno inoltre utilizzati dei rivelatori innovativi al silicio”. La tecnologia degli specchi e’ tutta italiana ed e’ la stessa inventata dall’Inaf con l’appoggio di alcune industrie italiane. Il Cta sara’ il primo osservatorio che osservera’ i raggi gamma ad alta energia con la tecnica Cherenkov da terra e sara’ formato nel suo sito meridionale da circa 100 telescopi. Tra gli obiettivi che si propone il gruppo coordinato da Pareschi nei test, ci sara’ anche l’osservazione di interazione dei raggi cosmici con il vulcano Etna per aiutare a comprendere quando ci saranno nuove eruzioni.