Boeing, il colosso americano del settore aerospaziale, potrebbe aggiudicarsi un contratto multimiliardario per la realizzazione degli “space taxi” della Nasa, il servizio che trasporta gli astronauti in orbita.
L’azienda scalzerebbe così Space Exploration Technology Corp, meglio nota come Space X, la rivale californiana guidata da Elon Musk, data in vantaggio nelle previsioni grazie a costi ridotti e un approccio più snello alla progettazione.
A quanto è trapelato dalla stessa amministrazione Obama, gli ufficiali Nasa sarebbero più inclini al modello di capsula presentata da Boeing perché l’opzione risulta meno rischiosa e più facilmente raggiungibile nei tempi previsti dal progetto.
Space X, che ha promesso di “rinnovare” le tecnologie Nasa con costi misurati, non avrebbe invece rispettato appieno i requisiti di design attesi per il modello.
Gli ambienti vicini all’agenzia spaziale, comunque, invitano alla prudenza sull’esito finale: un qualsiasi cambio di rotta del capo Nasa Charles Bolden potrebbe ribaltare le carte in tavola prima dell’annuncio sulla decisione, che è atteso per oggi. Se l’accordo andasse come previsto, scrive il Wall Street Journal, Boeing si imporrebbe come società leader nei progetti aerospaziali americani “per diverse generazioni”. Gli altri due contendenti, la stessa Space X e Sierra Nevada, si giocheranno un contratto più modesto come seconda risorsa. Il contratto scatta a tre anni dalla chiusura del programma Space Shuttle, ritirato nell’estate 2011 dopo 30 anni di servizio. Da allora gli Stati Uniti si sono affidati a razzi e capsule di produzione russa, con un prezzo target di 70 milioni di dollari a installazione che aveva creato più di un malumore per la crescente dipendenza tecnologica del Cremlino. Oltre a questo Mosca di recente ha annunciato di non essere più disposta a collaborare in ambito spaziale con gli Stati Uniti.
Boeing verso contratto miliardario per taxi spaziali


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