Entro il 2015 “il 15% della popolazione mondiale vivrà in aree soggette a inondazioni”: il dato lo riporta il sito In a Bottle, specificando che le sfide della vivibilità per l’uomo, e per la sua sicurezza, “passano anche da una migliore gestione dell’acqua come risorsa”. “Soprattutto nei paesi in via di sviluppo – spiega In a Bottle – l’aumento della popolazione e l’espansione delle città pongono grandi sfide per quanto riguarda l’accesso all’acqua, ai servizi igienico-sanitari, al trattamento delle acque reflue e la messa in sicurezza del territorio dalle inondazioni”. In uno studio per UN Habitat, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di migliorare la vivibilità urbana dell’uomo, è sottolineato che “la popolazione mondiale è destinata a crescere di oltre 2 miliardi di persone, raggiungendo i 9,2 miliardi entro il 2050”, ma anche che “le tecnologie attualmente disponibili possono ridurre le sollecitazioni legate all’acqua e i rischi per la popolazione umana”. Dalla ricerca emerge inoltre che “la qualità delle acque superficiali dovrebbe deteriorarsi tra il 2010 e il 2050. Per invertire questa tendenza l’obiettivo primario è un trattamento più adeguato delle acque reflue. Per gli sviluppi delle città su larga scala, infine, si rendono obbligatori l’ottimizzazione dei sistemi igienico-sanitari e fognari”, ma anche “iniziare a concretizzare a breve termine un’integrazione delle sfide idriche nello sviluppo urbano”.
Clima: il15% della popolazione a rischio inondazioni entro il 2015


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