Cosa ha a che fare il Deserto del Sahara con gli uragani nell’Atlantico, nel Golfo del Messico, e nell’Oceano Pacifico orientale?
Charlie Henry, direttore del NOAA Gulf of Mexico Disaster Response Center e Jeff Medlin, meteorologo per il National Weather Service Weather Forecast Office Mobile, ci spiegano in cosa consiste la relazione: se non fosse per la vastissima regione desertica, gli Stati Uniti vedrebbero molti meno uragani. Il Deserto del Sahara è immenso e si estende per il 10% del continente africano ed ha un forte impatto sul clima dell’emisfero occidentale.
Il suo ruolo è connesso ai venti orientali generati dalle differenze tra il deserto caldo e arido del nord Africa e l’ambiente più freddo, umido a sud, che circonda il Golfo della Guinea nell’Africa occidentale. Il risultato è un’area con venti ad alta quota comunemente noti come “corrente a getto dell’Africa orientale”: se questi venti fossero costanti, si verificherebbero meno uragani. Comunque queste correnti sono instabili e generano perturbazioni in direzione Nord-Sud. Quando queste onde diventano abbastanza umide, si sollevano, e l’instabilità genera temporali, spesso correlati con movimenti circolari dell’aria. Quando ciò accade, è probabile che si formi un ciclone tropicale. Per la maggior parte dell’anno i cicloni si formano ogni due o tre giorni in una regione vicino Capo Verde: non tutti gli uragani si formano in quest’area, ma è accaduto nella maggior parte degli eventi che hanno impattato sulle coste USA.


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