Medici e infermieri di Emergency lavorano senza sosta nel Centro per la cura dei malati di Ebola aperto 4 giorni fa a Lakka, in Sierra Leone: al momento sono ricoverate 10 persone e due casi sospetti sono in arrivo dalla provincia di Pujehun. Don Emanuel, il sacerdote spagnolo ricoverato venerdi’ scorso nel Centro di Emergency, e’ stato trasferito oggi nel suo Paese. “Le sue condizioni – riferisce l’organizzazione non governativa – sono critiche. Il suo posto e’ gia’ occupato da Grace, una donna di 38 anni, che ieri sera e’ risultata positiva al test presso l’unita’ di isolamento del nostro Centro Chirurgico di Goderich. Questa mattina Grace, che era incinta al sesto mese, ha perso il suo bambino poco prima del trasferimento a Lakka”. L’epidemia si sta diffondendo rapidamente in tutto il Paese e soprattutto nei dintorni della capitale Freetown: i dati ufficiali – informa Emergency parlano di oltre 1.500 malati, con una crescita del 39% nelle ultime tre settimane. “Chi sta male e trova gli ospedali chiusi va a casa dei dottori che conosce o dai curatori locali che non hanno a disposizione i dispositivi di protezione: il rischio di contagio e’ molto alto. L’epidemia avanza e servono medici, infermieri, posti letto”, dice Luca Rolla, coordinatore di Emergency in Sierra Leone. Per questa ragione, Emergency sta gia’ lavorando per aprire prima possibile un nuovo e piu’ grande centro di cura per l’Ebola in collaborazione con il ministero della sanita’ sierraleonese.
Ebola: Emergency, già 10 pazienti in 4 giorni nel centro di Lakka


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