Ebola, esperto: non funzionerebbe come arma batteriologica, ma la paura c’è

Ebola “è, da punto di vista strategico, un pessimo agente per la guerra biologica”. Il virus infatti “non può essere diffuso facilmente e nei Paesi occidentali, anche nel caso di contagi, sarebbe rapidamente controllato”. Non è quindi una minaccia fondata, secondo Giovanni Maga, responsabile del Laboratorio di virologia molecolare del Cnr Pavia, quella dei fondamentalisti islamici dell’Isis che, secondo alcune intercettazioni, sarebbero pronti a ricorrere alla guerra biologica. Utilizzando Ebola, “virus che fa particolarmente paura e fa breccia dal punto di vista mediatico”, dice Maga all’Adnkronos Salute. Per l’esperto è evidente che si tratta di terrorismo psicologico, considerando che “l’Isis ha già usato la minaccia biologica ricorrendo ad un’altra malattia simbolo: la ‘peste bubbonica’, un nome che evoca paure ataviche in Europa”, sottolinea Maga. Ebola però non è utilizzabile come arma per diverse ragioni. “Si tratta – precisa – di un agente che si diffonde solo attraverso le persone che hanno la malattia in fase acuta e attraverso i fluidi corporei”. La trasmissione quindi non immediata. “Inoltre non è facile da maneggiare né da reperire. Non ci sono metodiche per renderlo disponibile ‘in polvere’, come accade per esempio con l’antrace, o diffondibile nell’aria”. In più, “in un contesto di guerra batteriologica, è pessimo perché non esiste un antidoto e non potrebbe essere gestito”. Poco attuabile anche l”uso’ di persone infette ‘kamikaze’ che si offrono per diffondere il virus. “I segni della malattia, nella fase in cui è contagiosa, non possono essere nascosti. Sarebbe difficile anche attraversare le frontiere, figurarsi infettare qualcuno con contatti diretti”. E seppure il virus dovesse arrivare negli Stati occidentali, “con i nostri sistemi sanitari si riuscirebbe rapidamente a isolare i focolai”, conclude Maga.