Ebola non uccide solo attraverso l’infezione. Ci sono anche le morti indirette, quelle legate alla impossibilita’ di curare altre malattie a causa dei servizi sanitari collassati e i tanti ospedali chiusi. “Un numero incalcolabile” di decessi secondo Roberta Petrucci, medico appena rientrato dalla Liberia, presente oggi alla conferenza stampa per il lancio della campagna di Medici senza frontiere – “Il tempo stringe. L’ebola uccide” – per la raccolta fondi attraverso sms solidali al numero 4407. “Le altre malattie e le necessita’ sanitarie continuano a esistere. Ma Ebola e’ stato devastante per i sistemi sanitari dei Paesi colpiti. E cosi’ si puo’ morire più’ facilmente per un’infezione, per un parto difficile o altro”, dice il medico.
“Questa emergenza- aggiunge- e’ diversa dalle altre. Si tratta di una malattia crudele. I pazienti sono soli, in isolamento. Costretti a morire da soli. Ed e’ terribile”. Una sorte che tocca anche ai bambini spiega la dottoressa Petrucci ricordando un caso a lieto fine di un bimbo di tre mesi. “Era rimasto solo dopo la morte della madre, senza nessuna possibilita’ di avere una presenza costante, a causa del rischio infettivo. Abbiamo chiesto ad una donna in convalescenza, guarita e quindi non più sensibile al virus, di occuparsi di lui. Il bimbo e’ guarito e la donna e rimasta in ospedale più di quanto fosse necessario per lui. Uno dei tanti atti di solidarieta’ tra pazienti che sperimentiamo” ogni giorno.


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