Ebola: “più tempo passa, più sarà difficile fermare il virus”

ebola01”Fermare virus non e’ facile, ma sappiamo come farlo”: lo assicura il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e ripete lo stesso concetto anche l’Oms a fronte di una mobilitazione globale che si amplifica e che vede l’allargamento del fronte con un nuovo focolaio in Congo. L’epidemia ha fatto oltre 1900 morti su un totale di 3.500 casi. “Il primo passo nella lotta per bloccare l’Ebola e’ conoscere i fatti”: con queste parole, in un video pubblicato sul sito della Casa Bianca, il presidente Barack Obama si e’ rivolto alla gente dell’Africa occidentale. L’obiettivo e’ quello di una ‘road-map’ per mettere sotto controllo il diffondersi dell’epidemia di Ebola nell’Africa Occidentale nel giro di pochi mesi, sotto una parola d’ordine.

ebola04L’indicazione e’ di triplicare e persino quadruplicare la risposta all’emergenza da condurre tramite azioni coordinate globali, cosi’ come ha indicato l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ insieme alle Nazioni Unite e con la collaborazione di vari Paesi, primo fra questi proprio gli Stati Uniti. Secondo la ‘road map’, l’obiettivo per i Paesi colpiti intensamente dall’epidemia – Guinea, Liberia, Sierra Leone – e’ invertire la tendenza ai contagi nel giro di 3 mesi e bloccare del tutto le trasmissioni del virus in 6-9 mesi. L’Occidente per ora resta salvo ma le parole che rimbalzano dall’altra parte dell’oceano tengono alto l’allarme. “L’epidemia di Ebola e’ la piu’ vasta e la piu’ grave mai vista negli ultimi 40 anni. E’ una minaccia globale che richiede risposta globale e coordinata”, ha detto Margaret Chan, direttore generale dell’OMS. “Non possiamo perdere un solo giorno, l’epidemia di Ebola va piu’ veloce di noi. Ma abbiamo un piano in 12 punti per sconfiggerla”, ha aggiunto David Nabarro, coordinatore delle Nazioni Unite.

ebola05“Nel nostro paese la situazione e’ sotto controllo. Siamo stati tra i primi ad attivare il sistema di allerta e le procedure di sicurezza sono attive nei porti e negli aeroporti”, ha assicurato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “La situazione in Africa e’ drammatica anche a causa della mancanza assoluta delle piu’ elementari misure d’igiene pubblica – ha specificato il Ministro – e l’Oms deve intervenire al piu’ presto. Ma il nostro Paese non corre piu’ pericoli di altri paesi europei. Il ministro ha rassicurato anche in merito ai rischi derivanti dagli sbarchi di profughi. “Dall’operazione Mare Nostrum – ha detto – non ci sono rischi e pericoli. I nostri protocolli di sicurezza sono all’avanguardia e sono stati predisposti tutta una serie di controlli sanitari gia’ in mare a bordo delle navi con medici del Ssn”. L’emergenza Ebola sara’ anche tema dell’agenda Ue quando il prossimo 22 settembre vi sara’ la riunione dei ministri della salute europei. E’ stato intanto dimesso dal Royal Free Hospital di Londra il primo paziente britannico colpito da Ebola dopo che e’ guarito completamente dal virus. Will Pooley, che lavorava come infermiere volontario in Sierra Leone, ha detto in una conferenza stampa di aver temuto di morire e di essere stato molto fortunato a superare la malattia. E in Italia si e’ registrato un falso allarme dopo i controlli fatti su due pazienti stranieri, ai quali e’ pero’ stata diagnosticata la malaria all’azienda ospedaliera di Padova da dove fanno sapere che al momento “non risultano pazienti con diagnosi confermata di virus Ebola”.