Ebola, la richiesta della Liberia a Obama: “1500 posti letto o saremo sopraffatti dal virus”

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ebolaIl presidente della Liberia, Ellen Johnson Sirleaf, ha ufficialmente chiesto al presidente Barack Obama un aiuto per contrastare la rapida espansione del virus Ebola nel suo paese e ha avvertito che senza l’assistenza americana la malattia potrebbe far precipitare di nuovo la Liberia nel caos civile che ha messo a dura prova il paese negli ultimi due decenni. In una lettera spedita alla Casa Bianca, la signora Johnson Sirleaf ha scritto: “Sono sincera con Lei quando dico che di questo passo, non riusciremo mai a spezzare la catena di trasmissione, e il virus potra’ sopraffarci”. Il presidente liberiano ha chiesto urgentemente 1.500 posti letto in tutto il paese e ha invitato l’esercito americano ad allestire e gestire direttamente 100 posti letto nella capitale Monrovia. Secondo le ultime stime l’epidemia ha ucciso 2.218 persone e 4.366 sarebbero le persone infettate in Africa occidentale. Piu’ di 1.000 i morti in Liberia. L’invito alle forze Usa e’ di gestire direttamente presidi a Monrovia La richiesta del Presidente Johnson Sirleaf e’ stata fatta dopo che Obama, aveva definito la malattia una priorita’ per la sicurezza nazionale e ha detto che gli Stati Uniti devono guidare lo sforzo internazionale nel contenere la diffusione di Ebola in Africa. Poco dopo, la sua amministrazione ha annunciato che avrebbe utilizzato i militari americani per allestire una struttura sanitaria di 25 posti letto in Liberia per dare assistenza agli operatori sanitari, un gesto che molti specialisti di malattie infettive che lavorano in Africa occidentale considerano insufficiente , soprattutto se confrontata con gli sforzi sostenuti dal Pentagono per il terremoto di Haiti nel 2010. “Quando il presidente Obama ha annunciato che il governo degli Stati Uniti stava per aumentare il suo aiuto, ero entusiasta” ha detto il dottor Timothy Flanigan, uno specialista di malattie infettive con la Brown University, in un’intervista da Monrovia, dove lavora da un mese. “Certo, 25 posti letto rischiano di essere una goccia nel mare per il popolo della Liberia”.