“El Nino”, il riscaldamento delle acque del Pacifico orientale inibisce le tese brezze oceaniche sulla costa di Lima

SAMSUNG DIGITAL CAMERAI primi effetti di “El Nino” si cominciano a risentire, in maniera significativa, lungo le coste peruviane ed ecuadoregne, dove il brusco riscaldamento delle acque oceaniche, oltre ad enfatizzare l’attività convettiva, sta anche contribuendo a mutare l’andamento dei venti costieri. A Lima, come su buona parte della costa peruviana, le acque del Pacifico sono talmente calde da riuscire ad inibire persino l’azione delle tradizionali brezze termiche, da S-SO e Sud, alimentate dal ramo principale dell’Aliseo di SE sul Pacifico sud-orientale, che spirano con una grande costanza lungo l’ampia fascia costiera. Nella capitale peruviane sono cresciuti i giorni senza vento, tanto che nelle ore centrali del giorno, al posto della classica brezza oceanica da Sud e S-SO, si attiva una bava da NO o da Ovest, piuttosto insolita per l’area, abituata alle “carezze” dell’Aliseo di SE che sale dal golfo di Arica verso l’arcipelago delle Galapagos. Il riscaldamento delle acque superficiali oceaniche ha ridotto quel piccolo “gradiente barico orizzontale” che solitamente insiste fra l’oceano (più freddo) e le zone costiere (molto più calde e aride), per l’attivazione delle tese brezze oceaniche da S-SO e Sud.