Eliminare il carbone ridurrebbe il riscaldamento globale di 0,5°C

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centrale-carboneEliminare entro il 2050 il carbone come fonte di energia elettrica contribuirebbe in gran parte a limitare il riscaldamento globale, permettendo di avvicinarsi di 0,5 gradi centigradi all’obbiettivo prefissato dalle Nazioni Unite: è quanto risulta da un rapporto della Climate Action Tracker pubblicato alla vigilia della Conferenza dell’Onu sul clima di New York. L’eliminazione del carbone (sostituito da fonti di energie rinnovabili) permetterebbe infatti di raggiungere un innalzamento della temperatura media pari a 3,2 gradi nel 2100, contro i 3,7 gradi previsti attualmente e i 2 gradi proposti come obbiettivo dalle Nazioni Unite (rispetto alla temperatura media dell’epoca preindustriale).

La produzione di energia elettrica genera infatti circa il 40%del carbonio immesso nell’atmosfera e il carbone è responsabile di circa il 70% di tale quantità; la prospettiva di un’eliminazione del carbone appare tuttavia improbabile anche perché il trend attuale è piuttosto quello di un aumento del suo utilizzo nella produzione di energia elettrica. Di fatto, le previsioni parlano di un innalzamento del 20% delle emissioni di CO2 legate al carbone entro il 2020 e del 35% entro il 2030, nonostante la frenata della domanda sul mercato cinese – principale utilizzatore – che gli esperti stimano in calo progressivo a partire dal 2016.