La circolazione depressionaria, colma di aria fredda polare continentale in quota, responsabile dei rovesci e dei temporali che in queste ore stanno irrorando le nostre regioni centro-settentrionali, nel corso della giornata di domani tenderà a muoversi verso levante, collocando il proprio minimo in quota sulle Alpi orientali, lungo il confine fra Friuli e Carinzia. Purtroppo, spostandosi sulle Alpi orientali essa vi rimarrà incastrata per diversi giorni, a causa dell’azione di blocco eretta dal robusto promontorio anticiclonico di blocco presente sulla Russia europea, il quale costringe i sistemi frontali atlantici e le annesse perturbazioni, provenienti dall’Atlantico, a piegare bruscamente verso nord-nord/est, per risalire verso il comparto nord-orientale del continente. Questo vortice depressionario, isolandosi dal flusso perturbato principale che si ricompatterà con elevate velocità zonali fra i 50° e i 60° di latitudine nord, tenderà ad evolvere in “CUT-OFF”, stazionando per diversi giorni fra l’Austria occidentale e il Friuli. Come capitato più volte in passato questo tipo di configurazioni possono risultare estremamente pericolose per la persistenza dei fenomeni precipitativi nelle medesime aree direttamente interessate dalla circolazione depressionaria.
L’annesso sistema frontale stagnante nei bassi strati, occludendosi, vi arrecherà precipitazioni persistenti, che potrebbero risultare davvero molto abbondanti, soprattutto fra l’Austria orientale, la Slovenia, la Croazia e l’ovest dell’Ungheria, dove le piogge incessanti potrebbero determinare anche locali inondazioni. L’allerta rimane alta soprattutto fra la Slovenia e la Croazia settentrionale, dove fra domani e venerdì si prevedono precipitazioni piuttosto persistenti, a prevalente sfogo di rovescio o temporale. Inoltre, con questo particolare posizionamento, il vortice depressionario sarà in grado di richiamare masse d’aria molto umide, fino alla media troposfera, che dall’alto Adriatico si spingeranno verso la Croazia, la Slovenia, l’Austria e l’Ungheria occidentale, causando abbondanti precipitazioni. Specie nelle aree pedemontane delle Alpi Dinariche e dei rilievi della Slovenia meridionale, dove si prevedono quantitativi pluviometrici davvero abbondanti, esacerbati dallo “stau”. L’attività convettiva su queste zone subirà un deciso rinforzo a causa del “forcing” dinamico, indotto dalla circolazione ciclonica in quota, che si sommerà al “forcing” orografico, creato dalle Alpi Dinariche e dagli stessi rilievi sloveni nei confronti dell’umida ventilazione meridionale che risalirà l’Adriatico lungo le coste della Dalmazia. Queste azioni di “forcing”, unendosi all’aria umida aspirata dall’Adriatico, potranno agevolare lo sviluppo di sistemi temporaleschi a mesoscala che risalendo da sud rischiano di apportare forti manifestazioni temporalesche, con annesse abbondanti precipitazioni fra la Croazia, la Slovenia, l’Austria e l’Ungheria occidentale.


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