”Preoccupazione per la sopravvivenza dei cuccioli di orsa privati dell’assistenza della madre nella ricerca del cibo, nella scelta dei luoghi di rifugio e nella difesa da possibili minacce e da eventuali predatori”. A esprimerla Daniele Zovi, comandante regionale del Veneto del Corpo forestale dello Stato. ”In particolare, i cuccioli di orso nascono tra gennaio e febbraio nella tana usata durante il letargo. Di solito nascono due o tre piccoli, solo raramente quattro – ricorda Zovi – I piccoli sono inetti, pesano alla nascita 300-400 grammi, hanno gli occhi chiusi e sono privi di pelo. Crescono rapidamente fino ad arrivare al peso di 10 chilogrammi a giugno. I cuccioli rimangono con la madre per un periodo molto lungo, da 24 a 36 mesi e dalla madre imparano tutto: dove trovare il cibo, cosa mangiare, dove nascondersi, come individuare la tana per l’inverno, di chi aver paura. Solo dopo i due-tre anni se ne vanno per il mondo da soli”. ”I cuccioli di Daniza hanno ora circa sette mesi e ci sono solo pochissimi casi simili a questo presi in esame – spiega – In taluni casi i cuccioli sono sopravvissuti all’inverno, in altri sono morti. Di certo se la regola della specie prevede questa lunga convivenza con la madre, gli orfani sono decisamente svantaggiati nella lotta per la sopravvivenza. La montagna trentina è molto severa, specie in inverno”. ”I ricercatori svedesi e croati – conclude Zovi – concordano nel ritenere non opportuno catturare i cuccioli, che rimarrebbero condizionati negativamente dal contatto con l’uomo. Secondo quanto dichiarato dalla Provincia di Trento, uno dei due cuccioli è stato catturato, munito di un apparato radio e liberato e potrà quindi essere seguito negli spostamenti”.
Grande preoccupazione per i cuccioli dell’orsa Daniza


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