L’uragano “Norbert” porta forti mareggiate sulle coste della Baja California, l’umidità ereditata dal suo dissapamento potrebbe causare piogge alluvionali fra Messico settentrionale e Arizona

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norbert4Dopo aver abbordato la Baja California, durante la sua risalita verso nord-nord/ovest, l’uragano “Norbert”, iniziando a scorrere sopra acque superficiali sempre più fredde e meno profonde, sui +25°C, ha perso gran parte del proprio potenziale energetico originario, venendo così indebolito allo stadio di semplice tempesta tropicale. Lo scorso sabato 6 Settembre 2014, poco prima di passare davanti Cabo San Lucas, l’uragano aveva raggiunto la 3^ categoria della Saffir-Simpson, presentando fortissimi “venti di sbarramento”, che raggiungevano picchi di oltre 180-190 km/h nell’area attorno l’occhio, e un minimo barico centrale sceso fino a 957 hpa. Risalendo verso nord-nord/ovest il bordo orientale della tempesta ha lambito la parte più meridionale della Baja California, fra Cabo San Lucas e La Paz, portando dei rovesci di pioggia accompagnati da una sostenuta ventilazione dai quadranti meridionali, che hanno toccato punte di oltre 70-80 km/h. Maoltre ai forti venti e ai rovesci di pioggial’uragano ha prodotto anche forti mareggiate che hanno duramente colpito le coste più meridionali della Baja California, inclusa la spiaggia di Cabo San Lucas che è stata investita da imponenti onde, alte anche più di 4-5 metri.

norbert4I fortissimi e turbolenti venti ciclonici, spazzando una ristretta area a largo delle coste settentrionali messicane, hanno alzato ondate di “mare vivo” davvero imponenti, che hanno raggiunto picchi di oltre i 7-8 metri, ma con “Run-Up” anche superiori a pochi di chilometri dal passaggio dell’occhio centrale. Il moto ondoso creato dai violenti “venti di sbarramento”, che ruotavano a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico centrale, era molto confuso, favorendo la formazione di grandi onde provenienti da più direzioni. Questo tipo di moto ondoso, piuttosto confuso, è tipico dentro i cicloni tropicali, dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici e la considerevole forza centrifuga che caratterizza il ciclone, il quale presenta un potentissimo “gradiente barico orizzontale” molto ristretto che rende i venti ancora più furiosi. Pertanto una parte di queste grandi ondate, alte anche più di 5 metri, soprattutto quelle sviluppatesi lungo il bordo sud-orientale del ciclone tropicale, sono andate a rompersi con grande impeto sulle coste sud-occidentali della Baja California, causando un significativo arretramento dell’arenile indotto dalle violente mareggiate.

norbertNel frattempo la tropical storm, ormai prossima all’ulteriore declassamento a tropical depression, già dalle prossime ore dovrebbe perdere gran parte dell’attività convettiva, tanto da azzerare l’attività temporalesca all’interno del nucleo. Le immagini del vapore acqueo inoltre mettono in evidenza come all’interno della circolazione ciclonica di “Norbert” sia entrata aria più secca, dall’entroterra desertico messicano, che sta contribuendo a inibire l’attività convettiva. La circolazione ciclonica dell’ex uragano, però, risalendo di latitudine, sta aspirando verso di se i resti dell’umidità tropicale lasciata dal dissipamento della tropical storm “Molly”. Buona parte di quest’aria umida però, venendo inglobata all’interno della circolazione ciclonica di “Norbert”, sul lato nord di quest’ultima, nei prossimi giorni rischia di spingersi, da est ad ovest, verso lo stato messicano del Sonora e il sud dell’Arizona, scaricando su questi piogge molto abbondanti, sotto forma di temporali intensi o veri e propri nubifragi capaci di causare gravi “flash floods” nelle aree desertiche, lungo il confine fra il Messico e gli Stati Uniti.

norbert5Il rischio che i resti di “Norbert”, spingendosi sopra il sud dell’Arizona, possano dare la stura a forti rovesci di pioggia e violenti temporali rimane molto elevato. Anche perché il contributo dell’umidità sprigionata dal dissipamento della tropical storm “Molly” potrebbe essere molto abbondante, soprattutto nella media troposfera. In tal caso si verrebbe a creare una situazione molto pericolosa, ideale per lo scoppio di manifestazioni temporalesche particolarmente violente.