Maltempo Firenze: danni per 500 mila euro all’Orto Botanico

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firenze03L’Orto Botanico di Firenze, a causa della tempesta di grandine di venerdi’ scorso, ha riportato danni “non sotto i 500 mila euro”: lo ha affermato Guido Chelazzi, responsabile del Museo di Storia naturale di Firenze, che oggi ha compiuto un sopralluogo sul posto. “Abbiamo una memoria precisa di quasi 500 anni di storia – ha detto – tutto documentato anno per anno, si sono verificati eventi straordinari, alluvioni e gelate, ma mai un evento di questa portata.”. Infatti, ha spiegato Chelazzi, molti degli esemplari “di grandissimo valore storico e naturalistico” ospitati nell’Orto “sono stati colpiti in maniera irreparabile”, ricordando poi che “qui ci sono collezioni scientifiche di piante ospitate nelle serre storiche, e anche queste serre sono state gravemente danneggiate. C’e’ una parte di patrimonio che non puo’ essere recuperata: ora la priorita’ e’ rimettere in sicurezza le serre e tutto l’Orto, e sviluppare un piano di recupero di questo bene”. La riapertura, ha concluso Chelazzi, non avverra’ prima di 3-4 mesi. “Vorremmo riaprire l’orto subito – ha proseguito Chelazzi – anche per accogliere la testimonianza e il calore che i cittadini di Firenze e gli amici di luoghi piu’ lontani ci stanno manifestando”. Il presidente del Museo ha annunciato “un evento che parlera’ di questo caso, contestualizzato nella storia dell’orto botanico: ho gia’ preso contatti con i responsabili dei piu’ famosi orti botanici europei”. L’idea, ha spiegato Chelazzi, e’ quella di “organizzare a Firenze nel giro di alcuni mesi un meeting per capire la vulnerabilita’ di questi tesori in rapporto agli eventi estremi che si stanno verificando”. Giacomo Poggi, prorettore vicario dell’Universita’ di Firenze, ha ammesso di aver provato “grande desolazione e tristezza” vedendo l’Orto in queste condizioni, “ma abbiamo percepito l’enorme affetto che stavano dimostrando gli addetti precipitati a vedere l’entita’ del danno, e abbiamo visto che sulla strada tutti si fermavano a guardare con le lacrime agli occhi quello che era successo”.