La passione per la notte che anima molti mammiferi è un antico ‘vizietto di famiglia’ ereditato dai rettili sinapsidi, antenati dei mammiferi vissuti ben 300 milioni di anni fa. Lo rivelano i piccolissimi ossicini posti a livello degli occhi di questi antichi lucertoloni, recuperati da varie collezioni museali tra Stati Uniti e Sud Africa. Ad analizzarli sono stati due esperti di paleobiologia, Kenneth Angielczyk e Lars Schmitz: i risultati del loro studio, pubblicati sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, fanno cadere la vecchia teoria secondo cui i primi mammiferi sarebbero diventati notturni 200 milioni di anni fa per evitare la competizione con i dinosauri. Per quanto piccoli e spesso mal conservati, gli ossicini al centro dello studio (chiamati ossicoli sclerali) sono stati in grado di fornire preziose informazioni riguardo la forma e la grandezza di diverse parti del bulbo oculare dei sinapsidi. Questi dati ”ci hanno permesso di ricostruire la sensibilità alla luce dell’occhio, che in genere rispecchia il periodo del giorno in cui l’animale è attivo”, spiega il biologo Lars Schmitz. I risultati dimostrano che diverse specie di sinapsidi avevano gli occhi adatti ad operare in condizioni di scarsa luminosità. Questa caratteristica è propria anche dei sinapsidi più antichi, come il famoso dimetrodonte, un lucertolone che raggiungeva i tre metri e mezzo di lunghezza e che aveva le vertebre allungate a formare una grande ‘vela’ sul dorso. Datando le rocce in cui sono intrappolati questi fossili, i ricercatori hanno potuto dimostrare che l’attività notturna si è sviluppata circa 300 milioni di anni fa, cioè cento milioni di anni prima che comparissero i primi mammiferi.
Mammiferi: l’antica passione per la notte è stata ereditata dai rettili sinapsidi


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