Maxi spiaggiamento di Capodogli a Vasto: 3 morti, altri 4 salvati in modo eroico [FOTO]

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vasto10Quattro capodogli sono stati liberati e trascinati in acque piu’ profonde dai soccorsi, mentre tre giacciono morti a riva davanti la spiaggia di Punta Penna a Vasto. Le operazioni di soccorso, condotte dalla Guardia Costiera con la decisiva e gratuita collaborazione di pescatori e volontari, almeno 50, hanno consentito di riportare quattro cetacei in acque piu’ profonde davanti il porto di Vasto. I capodogli a fatica stanno cercando di riprendere il largo, con l’aiuto delle vedette della Guardia Costiera che si frappongono tra loro e la riva per provare a spingerli in alto mare.

vasto13 “E’ un risultato straordinario, nel 2009 dei sette capodogli spiaggiati erano morti tutti – dice all’AGI Sandro Mazzariol, coordinatore della task force del ministero dell’Ambiente che si attiva in questi casi, il Cert (Cetaceans Emergency Response Team) – il fatto che questa volta si sia riuscito a riportarne quattro in mare e’ gia’ un grande risultato che aiutera’ a lavorare meglio nelle prossime ore”. I cetacei ora dovranno riprendere il largo e navigare verso sud per poter uscire dal mare Adriatico e tornare nello Ionio, dove si trova il loro habitat naturale, salvandosi cosi’ definitivamente. “Il pericolo e’ rappresentato dal mare davanti il Gargano, molto basso – spiega Mazzariol – dovranno essere aiutati per quanto possibile nella navigazione, sperando che si allontanino dalla costa”.

vasto11Le carcasse dei tre capodogli morti “verranno posizionate sulla spiaggia dove verra’ eseguita la necroscopia, presumibilmente domani”. Lo afferma il presidente del Centro studi cetacei onlus, Vincenzo Olivieri. “Si tratta di sette soggetti maschi di circa dieci anni, sub-adulti – aggiunge Oliveri – , cioe’ che non hanno raggiunto la maturita’ sessuale. Gli esemplari sono di lunghezza compresa tra i sette e i 12 metri. I capidogli erano in Adriatico di passaggio. Sono abituati ad acque molto piu’ profonde e si immergono fino a 2.500 metri, ma spesso capita che branchi di sei o sette giovani si spingano fino a zone come l’Adriatico”. L’esperto non e’ in grado di dire se gli esemplari liberati ce la faranno: “Gia’ lo spiaggiamento, di per se’, e’ un fatto traumatico grave – spiega – perche’ con il peso elevato tendono a schiacciare il diaframma, con possibili problemi polmonari”.