Medicina: la flora intestinale potenzia gli effetti del vaccino antinfluenzale

Il vaccino antinfluenzale e’ potenziato dalla flora batterica intestinale che, in qualche modo ancora da chiarire, stimola la risposta immunitaria contro l’influenza indotta dal vaccino. La scoperta, resa nota sulla rivista Immunity, arriva da uno studio Usa e ha implicazioni notevoli di salute pubblica: per esempio e’ probabile che, se prima di sottoporsi al vaccino antinfluenzale si assume una terapia antibiotica, l’efficacia del vaccino stesso si riduca. Eseguito su topolini, lo studio e’ stato diretto da Bali Pulendran del Emory Vaccine Research Center, il quale in un precedente lavoro aveva scoperto che il vaccino antinfluenzale funziona bene se e’ attivo il gene del sistema immunitario TLR5. Nel nuovo studio Pulendran ha ‘chiuso il cerchio’ scoprendo che il recettore TLR5 ha un ruolo nel riconoscimento delle popolazioni batteriche come quelle che albergano nel nostro intestino, perche’ si lega in modo specifico alla ”flagellina” che non e’ altro che la proteina che costruisce le ‘zampine’ con cui i batteri ‘nuotano’ nel nostro organismo. Infine l’esperto ha visto che topolini cresciuti in ambiente sterile che non sviluppano la flora intestinale, o topini trattati con antibiotici la cui flora e’ stata danneggiata da questa terapia, non rispondono bene al vaccino antinfluenzale. E’ plausibile che in assenza di una flora intestinale sana gli animali – e anche l’uomo molto probabilmente – non producano TLR5 e che per questo il vaccino risulti inefficace. La scoperta del ruolo della flora intestinale nell’efficacia del vaccino puo’ suggerire semplici strategie per rendere piu’ efficaci le campagne vaccinali stagionali contro l’influenza.