Medicina: una “mappa geografica” per riparare la cornea lesionata

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occhio umanoUna “mappa geografica” dettagliatissima della cornea aiuta a ripararla punto per punto in modo mirato ‘sparando’ calore dove serve: ecco come si potra’ salvare l’occhio danneggiato dal cheratocono, una malattia a decorso progressivo che deforma la cornea. Sara’ testata su pazienti in una sperimentazione clinica che partira’ al Policlinico Gemelli di Roma non appena saranno ottenute tutte le autorizzazioni necessarie. Si tratta, spiega Aldo Caporossi, direttore della Clinica Oculistica del Policlinico in occasione del convegno “Cross-linking corneale, Update”, di un avanzamento della tecnica cosiddetta del cross-linking gia’ in uso per trattare il cheratocono. II cheratocono e’ una distrofia ereditaria della cornea caratterizzata dal suo progressivo assottigliamento e incurvamento. Clinicamente si presenta con un astigmatismo che aumenta fino a non esser piu’ correggibile con occhiali e lenti a contatto. A questo stadio, l’unica possibilita’ di cura ad oggi e’ e’ rappresentata dal trapianto di cornea. Il classico crosslinking consiste nell’usare i raggi ultravioletti per attivare una molecola che rida’ consistenza all’epitelio corneale e blocca il progredire del male. Questo approccio che ha gia’ curato molti pazienti non permette di recuperare la funzione visiva gia’ persa – specie se la diagnosi di cheratocono e’ stata tardiva – ma solo di evitare che la visione peggiori. Di qui l’idea di accoppiare al cross-linking una terapia termica mirata per modellare la cornea nei punti in cui e’ danneggiata. Per farlo ci si muove sulla superficie corneale seguendo una mappa della cornea che indichi i punti danneggiati. “Il trattamento topografico offre un buon risultato funzionale ed e’ in corso la richiesta al nostro comitato etico l’autorizzazione per iniziare le sperimentazioni su pazienti”, conclude Caporossi.