Medicina: mappato il genoma della flora batterica

MeteoWeb

SINDROME INTESTINO IRRITABILE COPAvanzatissime tecniche di mappatura a tappeto del Dna, che consentono di analizzare tantissimi genomi in poco tempo e’ stata introdotta di recente al Policlinico universitario A. Gemelli di Roma per la mappatura completa del Dna della flora batterica intestinale (microbiota) di 10 pazienti con un’infezione da Helicobacter pylori. Dai primi risultati di questo “studio pilota” e’ emerso che la composizione della flora batterica intestinale dei pazienti cambia se questi sono in cura con uno dei farmaci cosiddetti “inibitori di pompa protonica”, o piu’ comunemente noti come gastroprotettori, prescritti in Italia a molti milioni di individui. Lo studio e’ stato per la prima volta presentato presso l’Universita’ Cattolica – Policlinico A. Gemelli di Roma in occasione del XXVIIth International Workshop on Helicobacter and Microbiota in Inflammation and Cancer. Il lavoro e’ condotto da Antonio Gasbarrini, ordinario di Gastroenterologia e Presidente del convegno, insieme a Giovanni Cammarota, docente di Medicina interna, a Maurizio Sanguinetti, Ordinario di Microbiologia, e a Luca Masucci, docente di Microbiologia. Nello studio del Gemelli si e’ scelto di mappare il Dna completo del microbiota di 10 pazienti sottoposti a endoscopia, per alcuni dei quali era poi risultata una diagnosi di Helicobater pylori, il batterio dell’ulcera le cui ricerche sono valse il Nobel e, ieri, anche la laurea honoris causa in Medicina e chirurgia dell’Universita’ Cattolica a Barry James Marshall. Meta’ dei pazienti erano inoltre in cura con gastroprotettori, farmaci molto usati non solo per chi ha una patologia gastrointestinale, ma anche per chi e’ in terapia antiaggregante o anticoagulante. “Ebbene – afferma Gasbarrini – , e’ emerso che l’uso di questi farmaci si puo’ associare a modifiche sostanziali della composizione del microbiota del paziente, spesso a favore di specie batteriche non del tutto vantaggiose per la salute umana, anche se – dato lo scarso numero di pazienti arruolati in questo studio – e’ prematuro affermare vi sia un nesso di causa-effetto tra l’assunzione di questi farmaci e modifiche della flora intestinale”. Per quanto si tratti di uno studio preliminare, questo lavoro e’ importante perche’ dimostra che “in linea di principio nel prossimo futuro – aggiunge Gasbarrini – sara’ possibile l’utilizzo di moderne metodiche di genomica per studiare a fondo la flora batterica intestinale di pazienti e capire se la composizione di essa sia in qualche modo correlabile a patologie tra le piu’ disparate, dall’obesita’ al diabete, dalla gastrite al morbo di Crohn”. “Al momento – conclude Gasbarrini – abbiamo gia’ in corso altre ricerche con l’uso della metagenomica su diverse patologie gastrointestinali, quali la cirrosi epatica e malattie infiammatorie croniche intestinali, con l’obiettivo di avere una conoscenza piu’ ampia della composizione e del ruolo di gut microbiota nelle diverse patologie del tratto intestinale”.