E’ un’eventualita’ rara e temuta, ma qualcuno racconta di esserci passato: restare svegli, accidentalmente, durante un’anestesia generale, magari nel corso di operazioni delicate, al cuore o al cervello. Secondo il piu’ grande studio mai condotto sul tema, pubblicato sul British Medical Journal, l’incidenza e’ inferiore al previsto e pari a un caso ogni 19.000. Precedentemente alcune ricerche condotte attraverso questionari parlavano di uno su 600. Il V Audit Nazionale, realizzato dal Royal College degli Anestesisti e l’Associazione degli Anestesisti di Gran Bretagna e Irlanda, ha raccolto i dati di pazienti da tutti gli ospedali dei due Paesi nel corso di un anno e da cui sono emerse 300 segnalazioni. La consapevolezza, in genere, durava circa 5 minuti. Tuttavia, nella meta’ dei casi i pazienti segnalavano angoscia, a volte anche molto intensa, spesso associata alla paura di paralisi. Complessivamente, il 41% dei pazienti che ha riferito consapevolezza, ha riportato sintomi psicologici moderati o gravi a lungo termine, come panico o incubi. Il rischio aumenta “durante il parto cesareo e la chirurgia cardiotoracica, se i pazienti sono obesi o quando vi e’ difficolta’ a gestire le vie aeree all’inizio dell’anestesia, o nel caso si utilizzino alcuni farmaci di emergenza”, commenta Jaideep Pandit, consulente anestesista a Oxford e autrice principale dello studio.
Medicina: svegli durante l’anestesia, capita a 1 persona su 19.000


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