Medicina: sviluppato test del respiro che svela la tubercolosi

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TUBERCOLOSI 4 - CopiaRicercatori americani hanno sviluppato il primo breath test per la tubercolosi. L’esame fornisce un’informazione rapida anche sull’eventuale resistenza ai farmaci, contro le sei settimane necessarie con i metodi tradizionali, come sottolineano gli studiosi su ‘Nature Communications’. Il batterio emette una traccia gassosa unica entro 10 minuti dall’esposizione ad un antibiotico inalato da alcuni conigli di laboratorio. Il test la cattura e svela anche se si è sviluppata una resistenza nei confronti del medicinale. La Tbc infetta circa 8,6 milioni di persone l’anno nel mondo, uccidendone 1,3 mln. Diagnosi e trattamento precoci sono una priorità nella lotta alla malattia. La ricerca ha utilizzato una forma inalata di isoniazide, un antibiotico comunemente usato per trattare la malattia, attivato da un enzima della Tbc. In pratica, il test sfrutta il fatto che questo enzima è unico, in pratica un’impronta digitale della tubercolosi, spiega Graham Timmins dell’University of New Mexico (Usa) che ha guidato lo studio. “Ci siamo resi conto che il monitoraggio di uno dei gas che si liberano” nel procedimento poteva essere “cruciale”. Così i ricercatori hanno somministrato una forma speciale e marcata a livello molecolare di isoniazide a conigli di laboratorio. In presenza della Tbc, l’azoto ‘marcato’ viene rilasciato dai polmoni degli animali e rilevato da uno spettrometro di massa. Un risultato positivo indica che i bacilli della tubercolosi sono presenti e trattabili con l’isoniazide. Proprio la diffusione di forme multiresistenti di tubercolosi, che in alcuni Paesi sono ormai il 30% dei casi, preoccupa gli esperti. Anche perché sono le più insidiose da curare. Per questo di recente è stata messa a punto una nuova tecnica di analisi del Dna: da un campione di saliva si individua la presenza di Tbc e la resistenza a uno dei medicinali chiave del trattamento, la rifampicina, in circa tre ore. Ma per un’informazione completa sulla farmacoresistenza del paziente occorre più tempo: parliamo di diverse settimane. Il nuovo breath test secondo gli ideatori dovrebbe essere più sensibile dei precedenti, con risultati quasi istantanei. Al momento rileva solo la sensibilità all’isoniazide, “ma siamo appena all’inizio del programma su cui vogliamo indagare”, conclude Timmins. Il prossimo passo sarà quello di capire se il test funziona nell’uomo.