Il monte Ontake, 2° vulcano più alto del Giappone [FOTO]

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OntakeCon i suoi 3.067 metri di quota, il Monte Ontake e’ il secondo vulcano del Giappone per altezza e che sia un vulcano esplosivo, ossia capace di eruzioni improvvise e violente era noto dal 1979, quando a un tratto si e’ risvegliato da un sonno durato 7.000 anni. Fino al 1979 era stato a torto considerato inattivo, anche se ”stabilire se un vulcano e’ attivo o no e’ una delle cose piu’ soggettive al mondo”, osserva Paolo Papale, direttore della struttura Vulcani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). ”E’ normale – aggiunge – che cicli di attivita’ siano intervallati da migliaia di anni di quiescenza”.

L’ultima eruzione del Monte Ontake e’ avvenuta nel 2007, ma i giapponesi non lo hanno mai considerato ‘pericoloso’. Lo considerano un’attrazione e per questo motivo sul vulcano c’erano tanta persone quando e’ esploso. Molte di esse ne hanno catturato le immagini in moltissimi video subito pubblicati su Youtube. ”Il Monte Ontaki e’ una localita’ turistica molto frequentata, che si trova in un’area abitata nella zona centrale del Giappone, non lontano da Tokyo”, spiega il vulcanologo Piergiorgio Scarlato, dell’Ingv. Ci sono costruzioni anche vicino alla sommita’, soprattutto rifugi. ”In Giappone – prosegue Scarlato – le persone amano andare fuori in autunno per fotografare i colori ed e’ per questo che al momento dell’eruzione del 26 settembre tante persone si trovavano li”’.

Fortunatamente, osservano i vulcanologi, quella avvenuta ieri non e’ stata un’eruzione delle piu’ violente. Il Monte Ontake e’ comunque un vulcanoesplosivo. Questo significa, spiegano, che l’eruzione non libera colte di lava, come avviene sull’Etna, ma scaglia in alto una miscela di gas e magma frammentato (materiale piroclastico). ”Questo vulcano sono pericolosi perche’ emettono nell’atmosfera ceneri che si disperdono su ampie aree”. Un fenomeno che, come e’ accaduto nel 2010 con il vulcano islandese Eyjafjallajokul, puo’ creare seri problemi ai voli aerei. In certe condizioni il materiale eruttato puo’ ricadere sui fianchi delvulcano, formando i cosiddetti ‘flussi piroclastici’. Questi flussi di gas e magma possono cominciare a scorrere tanto piu’ velocemente quanto piu’ e’ alto e ripido il monte. ”Nel caso dell’eruzione del Monte Ontake – osserva Scarlato – i flussi piroclastici si sono formati, come si vede dai video girati dai turisti: averli a disposizione e’ raro e fortunatamente l’eruzione non e’ stata importante, altrimenti per i turisti non sarebbe stato facile trovare scampo”.