Morte Daniza, veterinario: anestesia rischiosa senza controlli preventivi

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danizaTriste fine per l’orsa Daniza, morta oggi durante la cattura avvenuta per volere della Provincia di Trento, dopo che ad agosto l’animale aveva aggredito una persona per proteggere i propri cuccioli. Il plantigrado è deceduto dopo essere stato anestetizzato, una procedura che “è sempre rischiosa negli animali selvatici, per due ragioni: lo stress che può provocare e l’assenza di controlli preventivi che avvengono invece quando una persona, o anche un cane o un gatto domestico si sottopongono a un intervento che richiede la sedazione”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi). “I veterinari lo sanno bene – prosegue l’esperto – Questo tipo di anestesie sono sempre rischiose perché l’animale subisce uno stress importante, anche per lo ‘sparo’ dell’anestetico che è necessario effettuare per raggiungerlo (telenarcosi) e le complicanze che l’anestesia può comportare quando non è possibile eseguire test prima di agire: l’orsa potrebbe aver avuto un problema cardiaco o metabolico sottostante che era impossibile rilevare senza analisi accurate pre-anestesia. La dose di farmaco che si utilizza per addormentare gli animali selvatici è comunque standard e dipende dal peso del soggetto”. Quanto ai cuccioli che Daniza lascia, “probabilmente potrebbero avere qualche problema perché gli orsi hanno bisogno di parecchio tempo per capire come si sopravvive, per imparare dalla mamma a cacciare e a procacciarsi il cibo. Un distacco così immediato non avviene mai in natura: gli allontanamenti sono più graduali e, anche se i piccoli sono abbastanza grandi, un evento così immediato per loro potrebbe essere scioccante”, conclude Melosi.