ONU: migliora lo strato d’ozono, ma non i cambiamenti climatici

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sustainability_2009_climate_change1Gli interventi effettuati a livello mondiale per proteggere lo strato d’ozono hanno funzionato e permetteranno di ricostituirlo entro il 2050. Lo rivela uno studio dell’Onu che pero’, contemporaneamente, sottolinea l’urgenza di lottare contro il riscaldamento climatico, vera emergenza planetaria. “La ricostituzione entro qualche decennio dello strato d’ozon che protegge la Terra e’ sulla buona strada, grazie all’azione concertata di tutti i paesi del mondo, contro le sostanze che distruggevano l’ozono”, si legge nel rapporto dell’Organizzazione Meteorologica mondiale e del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. Lo studio, condotto da 300 scienziati di 36 paesi, sottolinea il ruolo fondamentale svolto dal Protocollo di Montreal (firmato nel 1987), grazie al quale “sono stati evitati due milioni di casi di tumore della pelle entro il 2030”. Lo strado d’ozono – sostiene la ricerca – ha ritrovato il suo livello degli anni Ottanta. Sopra l’Antartide, la zona piu’ a rischio, il buco d’ozono continua ancora a formarsi ogni anno in primavera e continuera’ a farlo per quasi tutto il secolo. Lo studio pero’ suona un campanello d’allarme per quel che riguarda soprattutto gli idrofluorocarburi (HFC), sostanze utilizzate da oltre trent’anni per sostituire quelle vietate dal Protocollo di Montreal che, se salvano l’ozono, rappresentano dei pericolosi gas a effetto serra, responsabili del riscaldamento climatico. Utilizzati per gli impianti ad aria condizionata e per applicazioni industriali, gli HFC rientrano nei sei gas effetto serra piu’ pericolosi e, anche se permangono meno tempo nell’atmosfera della CO2, il loro potere di riscaldamento globale e’ molto superiore.